Niente scherzi!
Il Milan gioca a Pescara la classica partita in cui c'è tutto da perdere e pochissimo da guadagnare, perchè se vinci hai fatto solo il tuo dovere e se malauguratamente non riesci a conquistare i tre punti contro un squadra già retrocessa e che ha raggranellato solo due punti in tutto il girone di ritorno, apriti cielo, anche perchè sarebbe gravissimo non vincere e rimettere in discussione tutto dopo aver appena blindato il terzo posto. Il calendario parla chiaro: i rossoneri sono attesi da questa trasferta tutt'altro che impossibile e da un'altra all'ultima giornata con una squadra che all'epoca dovrebbe essere nella stessa situazione del Pescara, ovvero già retrocessa. Bastano i sei punti in queste due partite a garantire il terzo posto e se proprio il Milan dovesse andare a Siena a sfidare una squadra ancora in lotta per la salvezza, vorrebbe dire che i toscani avrebbero vinto il derby con la Fiorentina in questa giornata di campionato che stiamo per vivere, facendo un grosso favore al Milan, già aritmeticamente sicuro del terzo posto in caso di vittoria a Pescara abbinata a sconfitta della Fiorentina contro il Siena. Scenari che inducono all'ottimismo, ma l'errore più grave sarebbe proprio pensare che tutto sia facile: il Milan è padrone del proprio destino e vincendo le tre partite che mancano, anzi ora bastano anche solo due vittorie, il terzo posto sarebbe assicurato; bisogna solo pensare a vincere e per farlo bisogna dimenticarsi della classifica dell'avversario e metterci solo tanto impegno, tanta grinta e determinazione, enorme voglia di tagliare il prima possibile il traguardo e poi sì rilassarsi e godersi le eventuali partite rimanenti con la serenità di chi ha raggiunto l'obiettivo. A Pescara con gli occhi della tigre, quindi, per conquistare tre punti e sedersi in poltrona a vedere come risponderà la Fiorentina, perchè anche in questo caso le due squadre non giocheranno in contemporanea, pur trattandosi di un turno infrasettimanale, visto che il Milan scenderà in campo alle 18 e la Fiorentina in serata, sapendo già che la Roma ha perso e non le insidia più il quarto posto. Situazione ribaltata rispetto alle ultime giornate, in cui era stata la Fiorentina ad anticipare e il Milan a godere del fatto di sapere già cosa avevano fatto i rivali, ma, come già detto, ora il Milan può permettersi il lusso di non fare più tanti calcoli e chiudere il discorso con due successi indipendentemente da ciò che faranno i viola.
Ci vorrà un Milan diverso da quello visto contro il Torino, che ha faticato a costruire gioco e creare occasioni da gol; alla fine la vittoria è arrivata e in un periodo in cui conta solo vincere, non importa come, tutto bene ciò che finisce bene, ma ciò che ha stupito nella partita di domenica pomeriggio è stata la mancanza di determinazione di una squadra che avrebbe dovuto bruciare l'erba di San Siro, a maggior ragione sapendo che la Fiorentina aveva perso e c'era l'occasione di allungare in classifica. Tutto l'opposto della partita contro il Catania, in cui si era visto un Milan davvero ferocemente determinato, capace di un assedio continuo e devastante e mai domo anche quando il destino sembrava avverso, visto che il Catania segnava ogni volta che arrivava nell'area avversaria e tirava in porta. Ci vuole un Milan così, senza pensare che davanti a sè ha un avversario modesto che ha poco o nulla da chiedere a questo campionato e potrebbe essere docile come un agnellino, ma guai a pensarlo, perchè sarebbe già l'anticamera di una sconfitta, di una brutta figura o di indicibili sofferenze per strappare un risultato positivo.
Allegri non ha grossi dubbi per la formazione: Boateng è squalificato, Bonera e Antonini sono indisponibili, ma è rientrato in gruppo Ambrosini, prezioso elemento a centrocampo visto che manca Montolivo, anche se difficilmente partirà dall'inizio e potrebbe essere più utile nella sfida di domenica contro la Roma. Dovremmo rivedere lo stesso centrocampo di domenica, mentre in attacco è ballottaggio fra Niang e Robinho per sostituire Boateng, ma c'è sempre un certo Pazzini che scalpita e che anche domenica, quando è entrato, ci ha messo grande voglia e determinazione, anche se questa volta il gol non è arrivato. In partite come quella che attende il Milan, la mente serve più dei piedi buoni, perchè bisogna essere abili a mantenere alta la concentrazione e a metterci il massimo impegno in una partita-trappola, che si rischia di considerare scontata per il valore dell'avversario, per l'ambiente in cui si giocherà (i tifosi locali non saranno certo al massimo della gioia) e per tanti motivi che possono distrarre ma non devono farlo. Il Milan è ad un passo da un traguardo che ad inizio stagione sembrava impossibile e non deve rovinare tutto in partite così semplici: ha superato abilmente scogli ben più insidiosi e, per fortuna, in questa stagione ha un ottimo rendimento contro le medio-piccole, mentre ha faticato molto negli scontri diretti che, per fortuna, sono finiti, visto che manca la sfida contro la Roma che ormai non è più un vero e proprio scontro diretto, visto che i giallorossi non possono più raggiungere i rossoneri in classifica. Ci vuole una partenza a razzo, ci vuole il giusto approccio, ci vuole il miglior Milan che metta in chiaro subito i rapporti di forza, chiuda la partita e solo dopo si rilassi; il contrario sarebbe pericolosissimo e potrebbe creare grossi problemi e la storia del calcio è piena di clamorose sorprese in cui squadre già retrocesse hanno fatto scherzi terribili a formazioni teoricamente molto più forti e motivate che si giocavano grandi obiettivi. Niente scherzi, per favore; il terzo posto è lì a pochi passi, vediamo di farli il prima possibile!

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