Il patto di Arcore: Lavezzi un forte segnale per dimostrare il cambio di rotta? Ipotesi di mercato e strategie per un’estate rovente

Il patto di Arcore: Lavezzi un forte segnale per dimostrare il cambio di rotta? Ipotesi di mercato e strategie per un’estate rovente
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 5 giugno 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Un Milan che regali il gioco spettacolare che tanto piace a Berlusconi? Bè, se i prodromi sono questi, ben venga l’attesa spasmodica dell’incontro di Arcore, dal quale è uscito non solo il nome dell’allenatore del Milan della prossima stagione, ma anche la programmazione del prossimo mercato estivo.

Obiettivo stupire? Diritti e doveri di società e allenatore sembrano essere stati messi in una sorta di nero su bianco sul tavolo della cena, davanti alla vittoria della primavera rossonera contro il Catania che di certo ha messo di buon umore i commensali.

Allegri guiderà il Milan e il Milan dovrà guidare Allegri. In primo luogo dunque ecco sguinzagliati i migliori uomini sul mercato alla ricerca di quei talenti che possano garantire i dettami del numero uno rossonero. Il Milan dovrà essere pronto ad ogni scenario quando il 9 di agosto dall’urna di Nyon uscirà l’avversario dei rossoneri per i playoff di Champions. Condicio sine qua non dell’accordo, tacitamente, è la qualificazione alla Champions che consentirà così al Milan di ridare lustro ad un blasone impolverato.

Berlusconi non ha gradito certi risultati calcistici e soprattutto non ha condiviso il poco rispetto per il marchio Milan in contesti internazionali quali la famosa amichevole contro il real e la valanga di gol subiti dal Barcellona dei marziani. Certo, a casa loro con una squadra senza troppe alternative, poteva anche succedere.No: al Milan non può, questo è il messaggio che arriva direttamente dal padrone di casa di Arcore. Ma allora Allegri cosa deve fare?

Di certo ha chiesto di poter avere una rosa competitiva, perché obiettivamente con le cessioni illustri della scorsa stagione e i pochi rincalzi in alcune zone nevralgiche del campo, Max ha di fatto compiuto un miracolo calcistico nell’ottenere il terzo posto. Di certo Allegri questa volta avrà una squadra competitiva da subito, non dovrà attendere l’ultimo giorno di mercato per spegnere definitivamente le speranze di poter allenare altri campioni. Il doppio turno di Champions impone al Milan di accorciare i tempi per la ricostruzione. E allora andiamo a vedere quali saranno i prossimi interventi in fase di mercato, una compravendita che dovrebbe interessare ogni reparto, ma che sembra inevitabilmente concentrarsi sulla mediana dove, l’assenza prima di Muntari, poi di De Jong, la condizione altalenante di Ambrosini e il recente affaticato Montolivo, non hanno garantito quella quantità e quella qualità di gioco che deve essere il marchio di fabbrica del Diavolo se si vuole proiettare la squadra alla fase prettamente offensiva. Però non bisogna dimenticarsi che il primo reparto da rinsaldare è quello difensivo. Troppe volte soprattutto al centro della difesa, il Milan ha dovuto improvvisare. Sembrava certo l’arrivo di Ogbonna, ora rallentato dall’entrata a piè pari sulla longa mano di Galliani, da parte della Juventus. Nonostante lo scoramento dei tifosi granata, più preoccupati di dare il proprio talentuoso difensore alla Juve piuttosto che di doversene privare, sembra che la Vecchia Signora abbia doppiato i cavalli rossoneri in corsa. Ma è troppo presto per tirare le somme, ancora il mercato deve aprire i battenti e dunque qualsiasi cosa può ancora, giustamente, succedere. Rimane ancorato alle speranze di Allegri l’ipotetico arrivo di Astori, giocatore che al tecnico toscano è sempre piaciuto molto, forse uno dei costanti desiderata fatti arrivare a Galliani in queste due stagioni.

Intanto le priorità di Galliani si spostano, come detto, in mediana. Il fuggi fuggi generale, con Ambrosini, capitano, richiesto dal West Ham e senza la garanzia di poter  rimanere rossonero, con Flamini dato per partente, fanno rimanere solo pochi uomini alla corte di Allegri. Montolivo in testa, che Prandelli sta reinventando nel ruolo che fu anche di Boateng, dietro le due punte El Shaarawy e Balotelli. Un giocatore fondamentale per il Milan, che in sua assenza ha fatto vedere le lacune della manovra dei rossoneri. Ecco dunque la virata fragorosa su Poli, a cercar fantasia e soprattutto sicurezza in mezzo al campo.

Non basterà però un innesto a fronte di almeno due partenti e soprattutto in attesa di conoscere il reale stato di salute di De Jong. Per questo, forse, il Milan si era mosso per Strootman, che però ora appare quanto mai lontano. Per questo allora spunta il nome di Nainggolan, altro pallino di Allegri e inserito di diritto nel mirino dei tiratori scelti rossoneri.  Di certo dunque Galliani dovrà trovare un giocatore adatto da inserire in mediana, così da passare poi al reparto più importante per il presidente: l’attacco.

L’infortunio di Pazzini ha riaperto di fatto il mercato delle punte. Balotelli ed El Shaarawy hanno perso un compagno importante almeno in fase di ripartenza, ecco perché da qualche giorno si sente parlare di Matri. Il giocatore potrebbe trovare a Milanello terreno fertile per la sua rivalsa. Ma non di solo Matri si parla, perché Galliani da tempo ormai punta fisso il dito su Cerci, che però dovrà risolvere la complicata comproprietà tra Torino e Fiorentina. La sensazione è che se il giocatore dovesse rimaner in granata, la squadra di Ventura spianerebbe la strada per il suo futuro in rossonero, mentre così non sembra nell’ipotesi che il giocatore si accasi alla Viola. In tempi non sospetti, prima dell’eliminazione del Varese dai playoff, si parlava anche di Oduamadi in rientro a Milanello. A maggior ragione ci sembra plausibile poter rivedere il forte esterno sui campi di Carnago, a fronte del forte interessamento di Rosati a cambiare lidi: il suo incontro con i dirigenti del Genoa non è passato inosservato e dunque in casa Varese si potrebbe assistere ad un fuggi fuggi generale in attesa di capire quale sarà la nuova guida societaria del club.

Tornando al patto di Arcore, non è da escludere l’ipotesi balenata in queste ore riguardante l’arrivo di Lavezzi al Milan. Se Berlusconi vuole un blasone da incorniciare e ricordare, un nome altisonante servirebbe per far capire anche ad Allegri che l’aria è veramente cambiata.