Faraone in bilico, addio di Ambrosini: l’alba di un’altra estate sulla graticola
Un giorno Michel Platini spiegherà al resto del mondo perché PSG e Monaco (ma anche Manchester City, Chelsea e le grandi spagnole, nonostante abbiano messo in ginocchio la più grande banca nazionale con i loro debiti) possano irrompere sul mercato del calcio con le carriole cariche di dobloni, fare offerte a destra e sinistra strafottendosene del fair-play finanziario. Il discorso di Bayern Monaco e Manchester United è diverso: questi club mettono correttamente sul mercato le cifre di cui dispongono grazie al loro fatturato.
Vedendo gli obiettivi della Juventus, della Roma e del Napoli, un po’ meno quelli dell’Inter che comunque si è caricata del pesante ingaggio del suo nuovo allenatore, i tifosi del Milan tremano pensando a un’altra estate sui carboni ardenti, essendo il loro club l’unico che rispetta rigorosamente il fair-play. Lo scorso anno era stato detto che, grazie al pareggio di bilancio, il Milan sarebbe tornato a fare il Milan almeno per quanto riguardava il mercato in uscita, non essendo più necessario privarsi dei giocatori migliori. In attesa che il Milan torni a fare il Milan anche per quanto riguarda il mercato in entrata, le primissime notizie ufficiali riguardano soltanto il capitano Ambrosini, congedato in 10 secondi dal ponte di una nave in crociera nel giorno in cui per affetto al quarantenne capitano Zanetti veniva proposto l’ultimo anno di prepensionamento. Nessuna obiezione: la società può decidere ciò che vuole sui giocatori da prendere e quelli da congedare. Semmai, una osservazione si può fare sulla forma: il commiato da Ambrosini purtroppo ci ha ricordato quelli già visti e un po’ freddini di Albertini, Maldini, Kakà, Ancelotti e quelli un po’ irrequieti di Inzaghi, Nesta, Gattuso e Seedorf. Celebrati n qualche caso più dagli avversari che dal proprio club.
Quello che Ambrosini è stato per il Milan, è stato.
Un grande. Come quelli che hanno lasciato un anno fa. Quelli furono solo parzialmente sostituiti da Montolivo, De Jong e Balotelli, elementi “di categoria”. Quelli che dopo il capitano potrebbero lasciare quest’anno, dovrebbero avere eredi all’altezza come ha promesso Galliani dal ponte della MSC. In realtà fino a questo momento l’altra dichiarazione ufficiale riguarda El Shaarawy affatto blindato e quindi in bancarella. La differenza è che l’anno scorso c’erano 14 giocatori di categoria da scaricare, quest’anno soltanto 3 o 4: Ambrosini, appunto, Montolivo, Balotelli e, ancora appunto, El Shaarawy. Se la sostituzione di Ambrosini attraverso Poli e Constant rispecchia la volontà di prosecuzione del “progetto”, la vendita eventuale del Faraone in una stagione con il bilancio in pareggio sarebbe francamente meno incomprensibile. Come è incomprensibile che, di fronte alle notizie di una disponibilità alla cessione di El Shaarawy, nessun tifoso abbia emesso un comunicato ufficiale come accaduto invece quando si sono ventilati i ritorni di Seedorf in panchina e, soprattutto, quello di Maldini in società.

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