Milan capovolto, vende in Brasile e finanzia il mercato
Lo potremmo chiamare mercato "al contrario" se, con un occhio al Milan che fu, lo confrontassimo con quello di qualche anno or sono: il Milan va in Brasile per vendere e poi acquista, principalmente dall'Inghilterra. A gennaio la cessione di Alexandre Pato, rientrato in patria via Corinthians, ha aperto le porte rossonere per Mario Balotelli; ora dovrebbe essere il turno di Robinho, il quale verrebbe poi rimpiazzato da Carlos Tevez, altro innesto dall'arcipelago britannico. Lo schema si è capovolto e ormai, con sempre maggior frequenza, in terra verdeoro è diventato più facile vendere che acquistare: potremmo citare anche la cessione di Ronaldinho che, a cavallo tra 2010 e 2011, si accasò nei rubonegro del Flamengo. Attenzione però: un conto è vendere, l'altro svendere, e sappiamo bene quanto siano lunghe le trattative nel paese dell'Ordem e Progresso.
In questo caso, tuttavia, la distanza tra Milan e Santos sembra meno ampia rispetto all'inverno: si parla di un'offerta vicina ai 6/7 milioni contro una richiesta di 8/9, tale da rendere la trattativa meno ostica dal punto di vista delle contrattazioni. Il sacrificio più sostanzioso dovrà farlo il giocatore che, attualmente, percepisce uno stipendio al di fuori dagli standard dei paulisti: uno dei motivi per cui a gennaio il trasferimento non andò in porto, sebbene fosse lo stesso giocatore a spingere con insistenza per rientrare nella terra natia. La riuscita di questa cessione permetterà a Galliani di fiondarsi sull'Apache, in attesa di capire quale sarà il futuro di Stephan El Shaarawy.

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