Pronto lo scambio di armadietti tra Tevez e Robinho. Definita la lista delle cessioni, caccia ai nomi giusti per difesa e centrocampo, ma il Matri-monio non s’ha da fare
La notizia del giorno è che la Juventus avrebbe di nuovo sopravanzato il Milan nella corsa a Carlitos Tevez e che i rossoneri sarebbero pronti ad “accontentarsi” di Matri, pupillo assoluto di Massimiliano Allegri, almeno secondo i ben informati.
Ciò che però stona con la logica del mercato è la verifica delle cifre relative alle varie operazioni: la Juve sarebbe pronta a versare al City 12/15 milioni per l’Apache, dei quali 10/12 incassati dal Milan per il “bello” del calcio italiano.
Premesso che l’oggettiva differenza di qualità tra i due attaccanti è evidente (non ce ne voglia l’ex talento del vivaio rossonero, ma il paragone è improponibile) e appurato che i due sono anche coetanei (entrambi classe ’84), perché mai, di grazia, il Milan dovrebbe finanziare gli acquisti della Juve, togliendo ai bianconeri un pesante ingombro in rosa e offrendo a Marotta anche il cash necessario per andare a prelevare l’obiettivo primario del mercato rossonero?
La mia sensazione è che Galliani, dopo le foto a 64 denti (considerando quelli di Carlitos, forse anche qualcuno di meno) fatte l’anno scorso e le rassicurazioni con tanto di dimostrazione via sms di pochi giorni fa, vorrà evitare di essere esposto al pubblico ludibrio per la seconda volta consecutiva e quindi farà di tutto per evitare l’approdo dell’Apache alla corte di Conte.
C’è però prima da sistemare la pratica-Robinho. Una trattativa senza più segreti: ballano ancora un paio di milioni tra domanda del Milan (9-10) ed offerta del Santos (6-7) e l’augurio è che l’operazione possa chiudersi prima possibile, per consentire al Milan di poter cominciare finalmente a fare mercato e al nostro AD di coronare il suo personalissimo sogno di vedere Carlitos in rossonero.
Poi ci sarà da piazzare anche Boateng (malgrado le recenti parole del ghanese, il suo destino appare lontano da Milanello), per il quale si attende un’offerta ufficiale che potrebbe arrivare nei prossimi giorni da Chelsea, Monaco oppure anche dal Galatasaray, specie se Wesley Benjamin Sneijder dovesse decidere di raggiungere l’adorato Mourinho in quel di Londra.
E per finire, Galliani e Braida dovranno mettere a punto anche gli ultimi, ma fondamentali movimenti di mercato in uscita: Nocerino, Didac Vilà, Antonini, Emanuelsson, Traorè e Taiwo, che potrebbero garantire al Milan il budget necessario per completare le ultime operazioni di mercato, sia per la difesa che per il centrocampo.
Partendo dalla difesa, appare chiaro che il Milan cercherà un quarto terzino da inserire in rosa ed aggiungere al pacchetto formato da Abate, De Sciglio e Constant. Negli ultimi giorni sono stati accostati ai rossoneri tanti nomi, alcuni invero improbabili: il brasiliano Carlinhos del Fluminense (’87), Luca Antonelli del Genoa (’87), Benoît Trémoulinas del Bordeaux (’85), Jérémy Mathieu del Valencia (’83) e per finire gli italiani De Ceglie (’86) e Santon (’90). L’unico calciatore che però sembra solleticare realmente la dirigenza di via Turati e Bruno Martins Indi, come sottolineato da tempo su queste pagine.
Il difensore olandese, classe ’92, ha dalla sua, oltre alla giovanissima età ed un’esperienza invidiabile, un’altra qualità da tenere debitamente in conto: la duttilità, la straordinaria capacità di giostrare al meglio sia sulla fascia sinistra che al centro della difesa. Come dire, due difensori al prezzo di uno (circa 5 milioni di euro la quotazione del suo cartellino).
Il nuovo centrocampo del Milan invece assume sempre più i contorni del rebus. Dopo aver già salutato capitan Ambrosini, appaiono sempre più sul piede di partenza Flamini, Nocerino e Traorè, ma a parte Poli, praticamente già preso dalla Sampdoria, ancora non si riesce a capire la strategia della società. C’è il genoano Kucka che un giorno sta per arrivare, il giorno dopo si allontana, Diamanti conteso dalla Juve, Nainggolan appetito da tutte le big del campionato italiano ma solidamente bloccato in Sardegna da Cellino. E poi c’è il miraggio Fabregas, autentico oggetto del desiderio del Milan (e di quasi tutte le più importanti società d’Europa), ma di questo parleremo nel capitolo “sogni di gloria”.
Chiusura d’obbligo dedicata ai rossoneri di Prandelli. Sontuose le prestazioni di Balotelli, Montolivo e soprattutto De Sciglio, positivo anche Abate. Ora non ci resta che attendere il rientro di El Shaarawy, fermato contro il Messico da un problema muscolare, per spazzare via magari con un bel gol la spessa coltre di dubbi sulle sue condizioni psicofisiche, addensatasi negli ultimi giorni sulla cresta del nostro amato Faraone.

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