Biasin: "La verità è che non c'è nessun'offerta per El Shaarawy"
Partiamo dal Milan. Galliani ha fatto capire che il Faraone non è incedibile e subito si sono inseguite le voci più incredibili: il City ha offerto 40 milioni. Anzi no: 25 più Tevez. Anzi no: 25, più Tevez e una batteria di pentole in acciaio inox 18/10. Anzi no: Tevez, soldi e due lezioni private dal logopedista di Moreno, rapper di "Amici". La verità? Per El Shaarawy non è arrivata alcuna offerta e difficilmente arriverà. Soprattutto ora che il Faraone sembra vittima della "sindrome Pato", un morbo raro e assai peloso che porta campioni in erba ad appassire in maniera troppo precoce. Stephan e la sua cresta sono tranquillamente in tempo per evitare codesta brutta fine, ma devono fare attenzione: Allegri ha le idee chiare, Prandelli pure se a un bel punto preferisce schierare Marchisio fuori ruolo piuttosto che buttare nella mischia il Faraone stanco e un po' confuso.
Il resto sono conseguenze della cena di Arcore: Berlusconi ha ceduto sul fronte allenatore e si è assicurato il diritto di non sbracare al mercato. Fosse arrivato Seedorf l'avrebbe accontentato, così lascia che sia Galliani a inventarsi colpi "alla Balotelli". Tevez sarà rossonero? Forse, ma solo a tre condizioni. 1) Gli arabi dovranno accettare una volta ancora pagamenti dilazionati da qui al 3789. 2) Il giocatore dovrà accontentarsi di un contratto prolungato ma non "rimpinguato". 3) Robinho deve trovare casa in Brasile (due ingaggi ultramilionari in Italia non li può reggere più nessuno).

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