Danova ricorda quel 4-0 rifilato al Manchester
Racconta Pantera: "Segnai un gol e feci fare gli altri tre. A San Siro, 85.000 spettatori impazziti. All'andata in Inghilterra avevamo perso 2-1. Ma io non c'ero. Italiani furibondi con la tv che non trasmise il ritorno. Il presidente Rizzoli mi disse alla fine: 'Piscinìn, ma ti te sei mei di Meazza!'. Pensate che dopo il trionfo non andammo neppure a cena insieme. Altri tempi".
Riecco la sfida tra Milan e Manchester. Quanti ricordi, quante battaglie. Mercoledì i rossoneri devono compiere un'impresa per passare il turno. Hanno bisogno di motivazioni, di entusiasmo, di fiducia, di carica. Chi meglio di Giancarlo Danova può aiutare moralmente il Milan?
Danova, 72 anni, titolare di una agenzia di assicurazioni a Lodi e osservatore del Milan, ex ala imprendibile, fu lo straordinario protagonista, nella semifinale di ritorno a San Siro del 1958 con il Manchester, di un esaltante 4-0 inflitto agli inglesi davanti a 85.000 spettatori impazziti. A Manchester non era bastato, in un clima infernale con un arbitro che non accordò al Milan un rigore nettissimo, il gol messo a segno da Schiaffino. Perdemmo 2-1. Precisa Danova: "Io non c'ero". E si notò che mancava un'ala ficcante.
Ma come è nato l'appellativo di Pantera?
"Me lo affibbiò Giancarlo Beltrami, ex calciatore e a lungo dirigente dell'Inter, che aveva giocato con me nei ragazzini del Milan. Forse perché aggredivo con rabbia felina il pallone, per come dribblavo, per la mia velocità. Al mio esordio in A feci 2 gol alla Samp. Il radiocronista della partita disse che il Milan aveva vinto con una doppietta di Cucchiaroni. Nessuno ancora mi conosceva. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nacque un anno dopo".
Che clima si era creato a San Siro per il ritorno con il Manchester?
"Sembrava di vedere Italia-Inghilterra, tutti tifavano per noi. L'andata era stata trasmessa dalla tv e tutti notarono le ingiustizie che subimmo. Tutti aspettavano me. Ero l'unico italiano dell?attacco. Ricordo benissimo la formazione: Buffon, Fontana, Beraldo, Bergamaschi, Zannier, Radice, io, Bredesen, Schiaffino, Liedholm, Cucchiaroni. L'allenatore era Gipo Viani, il maestro di tutti".
C'era fiducia per il ribaltone del risultato?
"Sì. Tutta l'Italia era furibonda perché stavolta la tv non trasmise la partita. Aspettavano di vedermi dopo la gara che non avevo giocato. Viani mi disse di stare tranquillo, come fosse una gara normale. Lo ascoltai e mi scatenai sulla destra con Schiaffino che mi lanciava mettendomi la palla davanti, perfetta. Gli inglesi non ti stanno appiccicati. Li saltavo come birilli. Io non ero un'ala destra tornante, volevo fare gol e andavo sempre avanti. Avevo una grande freddezza in area. Su 4 gol ne ho fatti fare 3 e uno l'ho segnato io. Due reti di Schiaffino e una di Liedholm su rigore".
Come reagirono gli inglesi?
"Erano troppo in bambola per avere reazioni. Li stendemmo".
La portarono in trionfo?
"Sì, perché avevo disputato la mia più bella partita".
Era il Milan di Rizzoli: cosa le disse alla fine?
"Venne nello spogliatoio Angelo, il papà del presidente Andrea. E mi disse davanti a tutti: 'Piscinìn, ma ti te sei mei di Meazza'".
E dopo chissà che festeggiamenti?
"Macchè! Allora era tutto diverso. Oggi in campo conta soprattutto correre, ai miei tempi poteva bastare una buona tecnica. Fuori, un altro mondo da quello di oggi. Dopo il 4-0 non andammo neppure a cena insieme. Come successe quando vinsi 2 scudetti con il Milan".
E quel 4-0 vi garantì la finale di Coppa Campioni con il mitico Real?
"Era il tempo di Santamaria, Kopa, Di Stefano, Gento, Puskas. Li allenava Carniglia, che guidò pure Milan e Juventus. Giocammo a Bruxelles, all'Heysel, più avanti teatro del dramma Juve-Liverpool. A 7 minuti dalla fine vincevamo 2-1 con loro bravi ma aiutati dall'arbitro. Beh, all?ultimo minuto su invito di Schiaffino mi trovai solo a tu per tu con il portiere. Mi stesero da dietro, niente rigore. Segnò Rial e andammo ai supplementari. Il 3 a 2 di Gento e addio coppa".
Chissà che tempesta?
"Ricordo che la più scatenata contro Viani era Edy Campagnoli, moglie di Buffon e regina di 'Lascia o raddoppia'. Rimproverò a Gipo per tutta la notte il fatto di aver impiegato Soldan e non Buffon".

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