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 Martedì 7 Settembre 2010
LA SFIDA NELLA SFIDA
DAI UN VOTO AL MERCATO DEL MILAN
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LA SFIDA NELLA SFIDA
Le stelle in 5 punti
La nuova rubrica di MilanNews.
20.03.2010 20:45 di Claudio Sottile   articolo letto 2392 volte
© foto di Federico De Luca

Il vecchio ed il giovane, nonostante ci siano solamente 7 anni a dividere Ronaldinho (peraltro, domani, è il suo compleanno, auguri!) e Marek Hamsik, protagonisti dello scontro più suggestivo di questo Milan - Napoli, sfida evocativa, appassionata e passionale per antonomasia.

Il primo è sulla cresta dell’onda da oltre dieci anni, vincendo tutto quello che c’era da vincere nel gioco del calcio, a livello personale e di club (anche se aspetta di festeggiare qualcosa di indelebile dalle parti di San Siro ), dilagando per la vittoria più bella negli occhi e nei cuori degli appassionati del Mondo intero.

Un “trecante”, un po’ trequartista un po’ attaccante, un nove e mezzo, come la pagella che tante volte gli è stata dedicata.

Il secondo è un giovane esploso grazie alla lungimiranza del Brescia, andato a pescarlo nella serie B Slovacca, praticamente un colpo da Jackpot.

Scarsina la sua bacheca, la quale presenta un Oscar del calcio AIC (2008) e il titolo di Calciatore slovacco per l’anno scorso. Importante sì, ma ancora troppo poco per lanciarlo a pieno titolo nell’élite del calcio che conta, nonostante le big che parrebbero fare la fila alla porta del patron De Laurentis.

Ronnie è nato lontano da moti insurrezionali, dove un pallone rotola a prescindere da tutto e tutti, entrando a pieno titolo nel prestigioso gotha del calcio verdeoro.

Marek, invece, ha visto la luce da cecoslovacco, salvo cambiare inno e bandiera un lustro dopo, diventando, di fatto, il più grande giocatore slovacco, visto che Masopust e Nedvěd, i due palloni d’oro proveniente da quelle latitudini, sono nati lontani dal Danubio.

Diversissimi nel look, nell’approccio alla vita, nel colore della pelle, nelle esultanze.

Il n°10 del Milan sembra appena uscito da un sambodromo, con quell’andatura caracollante, sorniona e sognante, come un bimbo riempito di pass per il parco giochi. Il furetto partenopeo, incurante del numero 17 sulla maglia nella patria della Smorfia, ha l’aria da duro, come lo scoglio che nel golfo di Posillipo tenta di arginare l’onda azzurra del mare.


RONALDO DE ASSIS MOREIRA RONALDINHO
Calcio piazzato: ahia, tasto dolente, quando le statistiche sono lontanucce dal massimo della trasformazione. Il n°10 del Milan è arrivato a quota tre errori dal dischetto in questo campionato, mentre un gol ufficiale su punizione manca dal 27 novembre 2008, gara esterna di UEFA contro il Portsmouth. Quattro giorni prima aveva, invece, segnato quello che rimane l’ultimo gol su punizione in Campionato, trafiggendo Sereni al Comunale di Torino. Da “fermo” potrebbero arrivare i gol per lo sprint scudetto, visto che con quel destro, sia di potenza sia di fino, inquadrare la porta non dovrebbe essere ancora a lungo un tabù, VOTO 8.

Visione di gioco: nel caso del Gaucho, e di un suo colpo prediletto, il passaggio “no look” potremmo parlare di (non)visione. Scherzi a parte, la testa è sempre fortissimamente alta, se il gioco è da spostare dalla parte opposta, o semplicemente bisogna scaricare facile a un metro, la testa chiama e il piedino risponde presente. Basta digitare i suoi estremi in un qualsiasi motore di ricerca, e accanto al suo nome vengono coniugati verbi “creativi”, da pennellare a inventare, da ingegnare a disegnare, da costruire a colorare, VOTO 9,5.

Ultimo passaggio: ripensando a quando sulla trequarti veleggiavano Ümit Davala, Kutuzov o Josè Mari, viene da sorridere nervosamente. Adesso, invece, si ride compiaciuti degli assist di Ronnie, per tutti gli attaccanti nessun escluso; nel momento della scrittura siamo a quota 15 in Campionato. Numeri monstre, per chi usa i piedi con la stessa facilità delle mani, semplicemente Ronaldo de Assis(t), VOTO 10.

Tecnica: una volta uscendo da San Siro, qualche settimana dopo il boato continuo che accompagnò la sua performance nella partita d’addio di Albertini, ascoltai un tifoso che pensava di dover essere “costretto” a sottoscrivere l’abbonamento, nel caso Dinho avesse vestito il rossonero, perché con lui in campo si sarebbe verificato un perenne sold out. Ora che ha il Diavolo in corpo, i presenti allo stadio, casa o trasferta che sia, non si perdono nessun minuto del Dentone in pantaloncini e scarpette, quando il riscaldamento non è solo un inutile prologo della gara. Questo spiega cos’è Ronaldinho per il tifoso del Milan, e non. Tralasciando doppi, tripli e quadrupli passi, VOTO 10.

Contrasto: il tifoso milanista si è prodotto in un fragoroso “ooo” di stupore alla prima vista del brasiliano impegnato nel rincorrere l’avversario entrando addirittura in tackle, scena ripetuta più volte in questa stagione. Non è la specialità da casa, ma è la cartina al tornasole di un rinnovato spirito e di un’abnegazione per la causa d’altri tempi, VOTO 7,5.

VOTO TOTALE 45



MAREK HAMSIK
Calcio piazzato: su calcio di punizione diretto lo slovacco è sostanzialmente non pervenuto, meglio sulle battute di seconda quando serve i compagni. decisamente superiore dal dischetto, con la tipica battuta a mezz’altezza di interno o piatto destro, che ha contribuito a farlo arrivare, a soli 22 anni, già a quota 31 gol con la maglia del Napoli, VOTO 7.


Visione di gioco: è un centrocampista moderno, di quelli che attaccano a testa bassa ma che rientrano vita natural durante per contrastare il cursore avversario, al centro o sulla fascia senza differenza di sorta. Spesso difetta in flemma ed eccede nella foga, proprio nella zona nevralgica del campo dove le tisane dovrebbero farla da padrone. Ricordiamo, tuttavia, che lo slovacco ha ampi margini di miglioramento, per informazioni chiedere all’anagrafe di Banská Bystrica, sua città natale in Slovacchia, in festa per la prodigiosa fascia di capitano conquistata in giovanissima età, e per la qualificazione storica al prossimo Mondiale Sudafricano, VOTO 8.

Ultimo passaggio: con gli schemi di Mazzarri si è trasformato spesso in rifinitore, vestendo i panni dell’uomo assist, per le incursioni dalle fasce o del trottolino Gargano. Ad oggi difetta nel passaggio di sinistro, e quando c’è da impostare col mancino è sovente costretto a spostarsi la palla sul destro, perdendo quella frazione di secondo decisiva per far scoccare la scintillla, ma per un giocatore al quale non viene chiesto di vincere il Pallone d’Oro può andar bene così, VOTO 7,5.

Tecnica: un boemo atipico, oltre alla tanta tanta mobilità abbina ottimi fondamentali che sfrutta con disinvoltura nell’intera metà campo avversaria; questa duttilità, abbinata ad una buona capacità di saltare l’uomo, gli permette di giocare agevolmente in tutti i ruoli dalla cintola in su, e in emergenza anche da centravanti. Il suo marchio di fabbrica è il tiro a giro d’interno destro, dal limite dell’area, ed il tocco al volo sul primo palo ad anticipare il portiere, VOTO 8.

Contrasto: “Marek chiaro”, come da “battesimo” Partenopeo, è per struttura fisica più un fantino che un rugbista, per buttarla sul campo dell’eufemismo. Se la gara si mette sul fronte dei polmoni lui risponde “presente”, se la si butta sul versante delle spallate e della rudezza dei contrasti sparisce fino ad eclissarsi dal match, VOTO 6,5.

VOTO TOTALE 37,5


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