Guardiola nel dopo Leonardo

Guardiola nel dopo LeonardoMilanNews.it
venerdì 2 aprile 2010, 00:00Editoriale
di Luca Serafini
fonte per MilanNews.it e Sportmediaset.it

Il pezzo per Studio Sport di giovedì in cui dicevamo che tra i candidati alla successione di Leonardo, se l'allenatore rossonero dovesse diventare il nuovo C.T. del Brasile, c'è anche Pepp Guardiola, ha suscitato un tumulto tra i tifosi del Milan. Da una parte quelli che pensano che, in regime di mercato così deprimente da parte del club, l'ipotesi non sia in alcun modo credibile. Dall'altra quelli che ci credono.
A suggerire questa strada è stata una serie di considerazioni che portano all'esclusione di antichi innamoramenti come quelli per Marcello Lippi e Fabio Capello, a suo tempo già contattati per incarichi dirigenziali. In 26 anni di presidenza, Silvio Berlusconi e Adriano Galliani - fatta eccezione per Cesare Maldini, soluzione interna a tempo dopo l'esonero di Zaccheroni - hanno sempre inventato, da Sacchi a Capello fino ad Ancelotti passando per lo stesso Zaccheroni e finendo ora con Leonardo. Gli unici fallimenti: i 2 stranieri Tabarez e Terim.
Ora che certamente le finanze nella testa del Presidente hanno preso il posto del Milan nel cuore, è logico che bisogna tracciare identikit plausibili. Escludendo cioé pezzi del calibro di Spalletti, Hiddink, Benitez, Wenger.

Bisogna pensare all'autarchico: la prima idea è Filippo Galli, ottimo allenatore della Primavera e ora eccellente responsabile del settore giovanile, e Billy Costacurta, vecchio pallino di Berlusconi, il quale ha messo insieme solo 4 mesi al Mantova nel periodo ormai calante del club di Lori. Mai presi seriamente in considerazione i vari Allegri, Gasperini, eccetera.
Perché Guardiola? Con il grande slam del 2009 ha portato a casa in tutto, tra ingaggio e premi, 2 milioni di euro restando quindi ancora abbastanza "economico" tra i big. Joan La Porta - che peraltro ogni anno in Spagna dicono dimissionario - lunedì ha scaricato il suo tecnico, dicendo a cielo aperto: "Se Guardiola non dovesse più allenare il Barcellona, stiamo seguendo Laurent Blanc. Ci piacciono i suoi metodi e il suo calcio". Un crollo di stile a livello di De Laurentis, Zamparini, Spinelli, Moratti.
Ernesto Bronzetti è al lavoro sull'asse Milano-Barcellona. Crederci, quello almeno non costa niente.