Välkommen Zlatan
Il Milan e la Svezia. Un rapporto altalenante, fatto di enormi successi e altrettanto grandi bidoni. Buona parte dei fan rossoneri conosce, nonostante sia trascorso più di mezzo secolo, le gesta del famoso Gre-No-Li, abbreviazione per i tre svedesi Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm. Il trio fu protagonista nel secondo dopoguerra: vennero acquistati nel '49, il primo dall'Ifk Goteborg, gli altri due dal Norrkoping. Formarono un tridente che portò alla gloria sia il Milan, vincitore del campionato nel '51, sia la nazione scandinava, oro alle Olimpiadi del 1948. Nordahl vinse il campionato anche nel '55, mentre ben quattro furono i successi di Liedholm, con l'aggiunta dei titoli del '57 e del '59. Per Gren e Liedholm vi fu anche l'onore di sedere sulla panchina del Diavolo: Gunnar restò solo nel '53, mentre 'Il Barone' proseguì i fasti della carriera da giocatore come tecnico, vincendo il campionato con i rossoneri anche da mister nel '79. Ben diversa la storia recente dei gialloblu scandinavi arrivati a Milanello: la stagione 1996-1997 vide l'arrivo di Jesper Blomqvist, reduce da ben 4 campionati svedesi vinti consecutivamente con l'IFK Goteborg, da dove l'anno successivo arriverà anche Andreas Andersson. Per entrambi si può parlare di esperimento fallito: dopo una stagione a testa, vissuta da meteore, il primo si trasferì al Parma e successivamente al Manchester United (dove si fregierà della vittoria della Champions League del 1998-'99 ma giocherà 25 partite in tre anni), mentre Andersson, dopo un annata al Newcastle, tornò mestamente in patria con la maglia dell'AIK. Adesso tocca ad Ibra: lui non è svedese al 100%, avendo origine bosniaca e croata, ma è cresciuto nella città di Malmo, molto aperta alle etnie provenienti dagli altri paesi, vista la sua posizione di confine a sud della Svezia.
Insieme ad un altro grande oriundo del calcio scandinavo, Henrik Larsson, ha infiammato il tifo dei fan svedesi negli ultimi dieci anni. Il suo passato è chiaro a tutti: cresciuto nella squadra di casa, ha attirato su di se l'interesse dei Lancieri dell'Ajax. In Olanda è definitivamente esploso il suo talento, tanto da richiamare l'interesse dei bianconeri della Juventus. Dopo l'estate 2006, quella di Calciopoli, Zlatan sembrava essere vicinissimo al Milan (così come recentemente ammesso da Carlo Ancelotti in un'intervista), ma finì ai cugini nerazzurri dell'Inter. Dopo tre anni ed altrettanti scudetti, passa al Barcellona ma, dopo solo un anno, è ora ufficialmente un nuovo giocatore rossonero. Le cifre parlano chiaro: dopo l'approdo nei Paesi Bassi, Zlatan ha vinto il campionato in tutte le squadre dove ha giocato, sebbene sia accusato di non essere decisivo nella Champions League, trofeo che non ha mai vinto, nonostante una carriera scintillante. Al Milan troverà un ambiente abituato ai fasti della competizione continentale e voglioso di tornare a vincere, dopo una stagione vissuta all'ombra del triplete dei rivali concittadini: le aspettative dei tifosi sono altissime. E anche Ibra vorrà vendicarsi, dimostrando alla Milano nerazzurra di essere superiore a Samuel Eto'o: una sana rivalità sportiva che infiammerà il prossimo campionato di serie A, che si spera possa essere a grandi tinte rossonere. Insomma benvenuto, o meglio, välkommen Zlatan.

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