Fontana: "A Cesena il Milan non avrà vita facile. Ibra vero colpo del mercato"
Venti anni meno qualche spicciolo: tanto tempo è trascorso dall’ultimo Cesena-Milan al ‘Manuzzi‘: era infatti il 16 settembre 1990 e anche quel giorno era la seconda giornata di campionato. In campo tra i protagonisti c’era Alberto Fontana, da Cervia, professione portiere, all’epoca ventitreenne e debuttante in massima serie, con una grande una carriera davanti consumata poi, dopo Cesena, fra Bari, Atalanta, soprattutto Inter e infine Palermo.
«Ho un ricordo ancora nitido di quella domenica — attacca Fontana, nella sua casa di Pinarella dove è tornato a vivere dopo il ritiro dai campi avvenuto nel 2008 all’eta di ben 41 anni —. Era il mio esordio con il Cesena in casa, ci tenevo molto e feci anche una buona partita, insieme a tutta la squadra. Al 90’ però commisi un errore fatale: su un tiro di Gullit sbagliai l’intervento e Van Basten la mise dentro, finì 0-1 e fu un vero peccato».
Una partita specchio fedele di quell’intera stagione bianconera: grande partenza, tanto che a novembre la classifica diceva sesto posto, con un finale da incubo e l’inevitabile retrocessione in B. «L’errore più grande fu cambiare modulo e mentalità — continua l’ex nerazzurro —: a novembre arrivarono giocatori importanti, però perdemmo l’identità e l’umiltà della squadra che si doveva solo salvare. Si cominciò a pensare in grande, il risultato fu tragico».
Rapido salto al presente: se stellare era quel Milan, altrettanto sembra quello che approderà sabato prossimo in riva al Savio: «Hanno fatto grandi acquisti, ma la vera perla è l’essersi assicurati Ibhraimovic: lui è un giocatore che in Italia fa la differenza, il vero colpo dell’intero mercato».
A proposito di mercato, che giudizio dà di quello del Cesena? «Ottimo il lavoro della società e di Minotti, secondo me hanno fatto il massimo con il budget disponibile. L’acquisto migliore è stato poi trattenere Giaccherini, giocatore per il quale io stravedo. Anche in serie A sarà decisivo».
In tema di acquisti, ci si è coperti bene anche per il ruolo di portiere; qualcuno dice anche troppo... «Io non voglio risultare antipatico a nessuno, poi non conosco affatto Cavalieri. Dico solo che per me il portiere del Cesena è e rimane Antonioli, per quello che ha fatto e per quello che può ancora dare. Basti vedere la prestazione che ha fornito all’Olimpico. In generale poi non approvo questa tendenza che c’è nel calcio di oggi, di mettere in concorrenza grossi nomi e personalità. Specialmente per un ruolo delicato come quello del portiere».
Il Cesena visto a Roma ha dato grandi speranze e spazzato via qualche diffidenza: «Contro i giallorossi i bianconeri mi sono piaciuti molto. Ho visto il giusto spirito, un esempio? Bogdani che corre e si sacrifica sino all’ultimo secondo. Alla fine ci stava anche il colpaccio». Quindi per sabato sera c’è pure un po’ di margine per sognare? «Non sarà facile per il Milan. questo di sicuro. Già l’ambiente sarà elettrico, con lo stadio pieno e grande tifo. Sono cose che contano per chi sta in campo. E’ chiaro che sarà una partita dove il Cesena dovrà dare tutto e non sbagliare nulla, ma ce la può fare».
Sarà allo stadio anche Alberto Fontana? «No, per il momento le partite le guardo in televisione con la mia famiglia. Farò il tifo per il Cesena, questo ovviamente sì, anche perché non dimentico da dove sono venuto e, soprattutto, quelle due figure che per me sono state fondamentali: Fioravanti e Lugaresi». Non c’è dubbio: la solita bella uscita da grande portiere.

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