Due portieri, una sfida

Due portieri, una sfidaMilanNews.it
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 8 settembre 2010, 10:15Gli ex
di Giuseppe Bosso
fonte www.acmilan.com
Antonioli e Rossi tra Cesena e Milan

20 anni fa erano due tra i più promettenti portieri della nuova generazione italiana che scalpitava per raggiungere i big dell'epoca, Zenga e Tacconi. E in quell'estate le loro strade si incrociarono per la prima volta. Sebastiano Rossi, classe 1964, cresciuto nel vivaio del Cesena(con cui vinse lo scudetto primavera del 1980, sotto la guida di un 'certo' Arrigo Sacchi), dopo la gavetta delle giovanili e un paio di annate spese nelle serie minori, esordisce in serie A con i bianconeri nella stagione 87-88, contro il Napoli di Maradona e Careca; dopo tre ottime stagioni chiuse con altrettante salvezze, viene acquistato dal Milan campione d'Europa e del mondo, che ha appena ceduto Giovanni Galli ai partenopei e ha bisogno di una valida alternativa a Pazzagli; al Cesena, oltre a un conguaglio in denaro, viene girato in prestito il portiere della primavera rossonera, Francesco Antonioli, vent'anni da Monza, che però non otterrà grande spazio sotto la guida di Marcello Lippi, il quale gli preferirà un altro giovane promettente estremo difensore, Alberto Fontana, e verrà quindi girato al Modena, dove avrà la possibilità di farsi le ossa e di guadagnare, così, la possibilità di tornare subito a Milanello, dove nel frattempo Rossi ha ampiamente scalzato Pazzagli nella stagione in cui il Milan vince Intercontinentale e Supercoppa Europea ma viene eliminato dalla Coppa dei Campioni nella famigerata sfida di Marsiglia(che segna anche l'esordio internazionale di SuperSeba)e in campionato non riesce a tenere il passo della Sampdoria. Arriva Capello al posto di Sacchi e sono loro i due portieri per la stagione 1991-92, in cui ci saranno solo impegni in campionato e in Coppa Italia.E'Sebastiano il titolare; il Milan va forte, non perde nemmeno una partita ma, in primavera, Capello decide di puntare su Francesco, che ha ben fatto in Coppa Italia nel cosiddetto 'Milan 2' che riesce ad arrivare fino alle semifinali, per poi venire eliminato dalla Juve di Peruzzi(che a Francesco contende la maglia di titolare nell'Under 21 di Cesare Maldini).

E così, nelle ultime giornate di quella stagione memorabile, diventa Antonioli titolare, ed è lui a guidare i rossoneri alla conquista del dodicesimo scudetto. L'anno seguente c'è anche l'impegno in Champions, ma è ancora Francesco il titolare, Sebastiano va in panchina con il giovanissimo Cudicini che promette bene con la Primavera e scalpita per diventare il terzo incomodo. Fino a novembre per Antonioli tutto procede liscio e limpido, il Milan continua a non sbagliare un colpo e gli addetti ai lavori sono convinti che la porta rossonera sarà cosa sua per gli anni a venire, ma nel giro di una settimana la carriera del portiere subisce una brusca sterzata, che la segnerà inevitabilmente; si comincia domenica 22 novembre, giorno del derby: il Milan passa in vantaggio con Lentini, domina l'incontro e sembra avere partita vinta; ma nel finale, un tiro casuale di De Agostini, scagliato da fuori area, viene maldestramente intercettato da Francesco e finisce in rete, dando all'Inter un insperato pareggio. Piovono pesanti critiche ad Antonioli, che però, la domenica successiva, a Torino contro la Juve, viene confermato da Capello; Simone segna il gol del vantaggio, il Milan controlla bene la partita, ma nella ripresa Francesco si infortuna, venendo sostituito da Sebastiano, e quel cambio si rivelerà il simbolico passaggio delle consegna tra i due e il punto che porterà le strade dei due portieri verso differenti destini; Rossi parerà un rigore a Vialli in quella partita e da quel momento sarà il titolare indiscusso del Milan, benché negli anni a venire la società di Via Turati acquisterà i vari Ielpo, Pagotto, Taibi, che mai riusciranno a scardinare l'estremo difensore cesenate, il quale raggiungerà l'apice nel 1994, con la conquista del record di imbattibilità di 929 minuti, strappandolo a Zoff, e vincendo scudetto e Champions League, fino alla stagione 1998-99, in cui, con l'espulsione in Milan-Perugia, aprirà la strada all'ascesa di Christian Abbiati. Antonioli, invece, si riprenderà solo un anno dopo da quel grave infortunio, ma la sua esperienza rossonera di fatto si chiude in quella partita; dopo un anno in prestito al Pisa, verrà ceduto a titolo definitivo alla Reggiana e negli anni a venire farà la sua fortuna tra Bologna e Roma(dove vincerà, con Capello allenatore, lo scudetto del 2000, ed entrerà negli giro della nazionale, sia pure come riserva), per poi tornare, a distanza di 20 anni, nuovamente a Cesena dove, domenica, ritroverà nuovamente quel Milan che lo aveva lanciato nel panorama calcistico nazionale.