Il Milan si affloscia proprio nel derby

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lunedì 16 gennaio 2012, 01:30Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri giocano sottotono e perdono contro un'Inter tutt'altro che irresistibile; decisivo il gol di Milito favorito da un erroraccio di Abate, a conferma che non è stata l'Inter a vincere ma il Milan a perdere il derby.

Non è stato certo il derby che sognavamo alla vigilia, non è stata la partita spettacolare che molti si aspettavano, il Milan ha giocato senza grinta, senz'anima ed è arrivata la sconfitta, probabilmente immeritata ma proprio nell'occasione più importante; dopo dodici risultati utili consecutivi è stata l'Inter a fermare la corsa del Milan e il rammarico è doppio, perchè all'atroce delusione della sconfitta nel derby, si aggiunge il rimpianto per non aver sfruttato la ghiotta occasione di ritrovarsi in testa da soli sfruttando il mezzo passo falso delle Juve nel pomeriggio. Poteva essere una notte magica, con il primo posto solitario dopo una vittoria nella partita più sentita del campionato, è stata una notte tragica, perchè una sconfitta nel derby è sempre difficile da metabolizzare, anche se in realtà non sarebbe proprio il caso di far tragedie, perchè nulla è compromesso in classifica, ma qualcuno in casa Milan dovrà spiegarci il perchè di questa prestazione sottotono, con molti potenziali protagonisti che hanno deluso; doveva essere la serata di Pato, galvanizzato dalla decisione di rimanere al Milan rifiutando l'offerta del Psg, ma il Papero ha deluso e ha offerto una prestazione da "brutto anatroccolo"; doveva essere la serata di Ibra, perchè lui è sempre il trascinatore della squadra e a maggior ragione deve esserlo in queste occasioni, ma questa volta anche lui ha deluso; eclissate le stelle dell'attacco, il Milan ha faticato a rendersi pericoloso nonostante il possesso palla e il dominio territoriale e non è riuscito a mettere in eccessiva difficoltà l'Inter, rintanata nella propria metà campo anche se teoricamente era la squadra fra le due che doveva cercare con più insistenza la vittoria, che ha ugualmente trovato con il gol di Milito, nato da un errore di Abate. Per questo mi sento di dire che è stato più il Milan a perdere il derby che l'Inter a vincerlo e ciò provoca ancor più dispiacere, perchè il miglior Milan avrebbe sicuramente vinto agevolmente questa partita e invece è mancata la feroce determinazione e la voglia di vincere che si sono viste, ad esempio, nel trionfale derby dello scorso aprile.

Allegri conferma il Milan di Bergamo, con Emanuelson trequartista, Boateng in mediana e Pato al fianco di Ibrahimovic; panchina per Robinho, Ambrosini e Seedorf, mentre in difesa rientrano Abate e Nesta che con Zambrotta a sinistra e l'immenso Thiago Silva vanno a ricomporre la difesa dello scudetto. Serata gelida e nebbiosa a Milano, ma per un derby si sfida volentieri il freddo e lo stadio comincia a riempirsi appena si aprono i cancelli, intorno alle 18; solito clima di ogni stracittadina, con cori, sfottò, striscioni e le immancabili coreografie, che rendono così unica e speciale l'atmosfera di una partita molto sentita dalle due tifoserie. Grande entusiasmo all'ingresso in campo dei ragazzi per il riscaldamento e cori di incitamento per tutti i giocatori, perchè ci vuole un grande Milan per vincere un derby importante per la classifica e che, dopo i risultati del pomeriggio, si è trasformato in un'occasione per tornare a guardare tutti dall'alto verso il basso. Ci sono mille motivi per cercare la vittoria, a partire dalla supremazia cittadina, passando per la possibilità di andare in testa alla classifica e chiudendo con la possibilità di dare la mazzata finale alle speranze di rimonta dell'Inter e per questo si spera di vedere un Milan spietato e spettacolare come ad aprile, quando demolì l'Inter con un netto 3-0. In attesa del fischio d'inizio ci pensa il pubblico a dare spettacolo con le maestose coreografie delle due curve e quando le squadre entrano in campo per l'inizio della partita c'è proprio la magica atmosfera del derby, quella che rende così ricca di fascino questa stracittadina; lo stadio è pieno e ribollente d'entusiasmo e il popolo rossonero vuole trascinare con il suo tifo la squadra ad un'altra esaltante vittoria.

Invece si capisce fin da subito che la partita sarà difficile e complicata e che il Milan non è nella sua versione più brillante: l'Inter pressa, corre, lotta e spaventa subito i rossoneri con il gol annullato a Thiago Motta per fuorigioco. Il Milan replica con il possesso palla, un tiro troppo morbido di Ibra, qualche pasticcio davanti alla porta di Pato, una buona occasione per Boateng con un riuscito schema da calcio d'angolo (tiro alto, però) e un colpo dello scorpione di Ibra, che soffre troppo l'asfissiante marcatura degli avversari e non riesce nè a rendersi pericoloso in zona gol, nè ad ispirare i compagni come gli riesce solitamente in modo magistrale. Troppo poco per parlare di superiorità rossonera, anche perchè le poche volte che l'Inter arriva nell'area del Milan sono sempre brividi e prima serve una spaccata di Nesta ad interrompere uno scambio potenzialmente pericoloso fra Maicon e Milito e poi ci pensa Abbiati a respingere miracolosamente una conclusione ravvicinata di Alvarez che gli è sbucato davanti sorprendendo una difesa rossonera non molto ermetica. La speranza è che prima o poi il Milan si accenda, abbia la fiammata decisiva grazie alle giocate dei suoi campioni, ma l'Inter chiude ogni spazio e punta sulle ripartenze e i rossoneri vanno spesso in confusione; la partita è combattuta, ma poco spettacolare, le occasioni sono davvero poche e la più colossale arriva allo scadere, quando Van Bommel colpisce con un violento tiro la traversa, della stessa porta e più o meno nello stesso punto in cui aveva già mandato ad impattare il pallone nel derby del 2 aprile scorso; sulla respinta si avventa Emanuelson che al volo tenta di ribadire in rete, ma Julio Cesar è attento e devia in angolo. La fiammata tanto attesa è arrivata, ma con essa anche la sfortuna e, soprattutto, è un po' tardi per proseguire l'assedio, perchè il primo tempo è agli sgoccioli.

Non cambia il copione nella ripresa, con il Milan che prova a fare la partita e l'Inter che punta sulle ripartenze, ma l'equilibrio si spezza nel modo più beffardo, visto che Abate cicca l'intervento in occasione di un passaggio verso Milito e spalanca la via della rete all'argentino che non si fa pregare e batte l'incolpevole Abbiati con un diagonale chirurgico. Brutta mazzata sul morale dei rossoneri, anche se siamo solo al nono minuto e ci sarebbe tutto il tempo per rimontare, ma la reazione del Milan è impalpabile, anche perchè gli euforici nerazzurri si difendono con ordine e hanno un'eccellente organizzazione difensiva; la dimostrazione viene dal fatto che troppo spesso i rossoneri, irritati dal fatto di non riuscire a penetrare palla a terra, provano inutili ed innocui lanci o cross verso l'area che sono sempre preda della difesa nerazzurra. Il tempo passa inesorabilmente e la mancanza di colossali occasioni da gol per il Milan dimostra che c'è qualcosa che non va nella manovra della squadra di Allegri, che prova a giocarsi il tutto per tutto, inserendo Robinho al posto di Zambrotta (Emanuelson va a fare il terzino), Seedorf al posto di Nocerino (anche lui un po' in ombra) e, alla fine, pure El Shaarawy per Pato, che poco prima non ha agganciato un pallone a pochi passi da Julio Cesar e chiude la sua opaca prestazione beccandosi anche qualche fischio al momento della sostituzione. Non vorrei sembrare spietato nei confronti del Papero, ma fa quasi più il Faraone in cinque minuti che Pato in precedenza e per poco la sua vivacità e intraprendenza non crea i presupposti per un pareggio che sarebbe tutto sommato meritato, ma rimane un sogno che diventa incubo al momento del triplice fischio di Orsato.

Il Milan perde il derby e ciò, come facilmente immaginabile, è una grossa delsuione per il popolo rossonero che esce a testa bassa da San Siro, ma non bisogna fare drammi e si deve restare calmi e sereni; la classifica dice che il Milan è pur sempre secondo ad un solo punto dalla vetta e se è vero che l'Inter è rientrata in gioco, è altrettanto vero che i nerazzurri non hanno certo impressionato e ciò rende ancor più forte il rimpianto. Troppi giocatori rossoneri hanno deluso proprio in una serata importante e ciò ha condizionato la prestazione di tutta la squadra, apparsa troppo molle, poco reattiva e con scarsa determinazione, cosa imperdonabile quando si gioca un derby. Forse qualcuno pensava che fosse semplice e scontato vincere? Forse le vicende di mercato nella settimana di vigilia hanno distratto e condizionato l'ambiente? Forse Allegri ha sbagliato a puntare su Pato e ha fatto qualche errore di formazione? Sono tutte domande alle quali a mente fredda bisognerà cercare di dare una risposta, ma, soprattutto, ora si deve dimenticare questa serata deludente e provare a ripartire come se nulla fosse successo, perchè un derby può darti una straordinaria carica se lo vinci e può deprimerti se lo perdi e, invece, bisogna riscattarsi appena possibile, perchè nulla è compromesso. Rimane la grande delusione, non tanto e non solo per il risultato, ma per aver visto un Milan che si è afflosciato nell'occasione più importante dopo tanti risultati positivi ottenuti con buone prestazioni, ma una serata storta può capitare, anche se sarebbe stato meglio evitare che succedesse proprio nel derby, una partita che non è come le altre e per questo la sconfitta brucia di più!