Urby e torni

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© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
martedì 20 marzo 2012, 08:00Primo Piano
di Francesco Specchia

Ancora negli occhi quell'azione solitaria di Emanuelson, quella galoppata che qualcuno ha paragonato alla rete di Weah contro il Verona. Dopo un gol straordinario in molti hanno esaltato la scelta di Allegri, tanto criticata in precedenza, di portare l'olandese sulla trequarti, altri hanno parlato di un nuovo giocatore rigenerato, dell'ennesima scommessa vinta dal tecnico. All'epoca erano in tanti gli scettici che osservavano Boateng a ridosso delle due punte… Lo ha sottolineato più volte lo stesso Emanuelson, al quale ha fatto eco l'olandese per eccellenza del Milan, Clarence Seedorf: "Urby non è un trequartista". Spesso ci si sofferma su ciò che galleggia, senza capire i motivi e approfondire analizzando quello che sta sotto, ciò che rimane nascosto. La rete che fissa il risultato sullo 0-2 tra Parma e Milan rimane una gemma ma non si può stravolgere il giudizio del "collocamento" di un calciatore per un solo gol. Il gesto tecnico è sopra la media, perché le qualità tecniche del terzino sono sopra la media. Emanuelson secondo molti è e rimane un potenziale ottimo esterno basso, che all'occorrenza può giocare alto.

Le caratteristiche più offensive che difensive potrebbero far pensare al primo Abate che si districava tra Empoli e Torino come trequartista destro. Con gli anni e l'abnegazione quotidiana, Ignazio è migliorato in fase d'interdizione fino a risultare il terzino più forte d'Italia. Emanuelson potrebbe lavorare ancora sulla fase difensiva per andare a rinforzare una zona del campo spesso priva di alternative, nonostante il sempre positivo e costante rendimento dell'ottimo Antonini. L'olandese cresciuto nel vivaio dell'Ajax, dove fioriscono i "secchioni del calcio", ha negli anni affinato una tecnica fuori dal comune che ha spinto l'allenatore rossonero ha collocarlo sulla trequarti. Gli errori sotto porta evidenziano come al terzino manchi l'istinto killer e la freddezza del centrocampista offensivo, la mancanza di lettura di alcune situazioni tattiche, che lo avrebbero potuto portare a sfornare assist vincenti, avvalora la tesi. Il gol da fenomeno contro il Parma è l'esaltazione delle qualità tecniche, del gesto individuale che esula dalla posizione in campo, dalla capacità nel trattare l'attrezzo del mestiere. Con due piedi così educati e una facilità di corsa fuori dal comune Urby potrebbe riprodurre discese come quella vincente del Tardini, però sulla corsia mancina...