Fate il Milan, non la guerra...
Tra una corsa scudetto che si mantiene godibile e soddisfacente per noi come per nessun altro, ed un sorteggio Champions che a 8 giorni dal primo impegno riesce già a spremere energia e previsioni, è tempo di Coppa Italia. In un momento del genere, con tutta questa carne a cuocere, sembrerebbe tutto tranne che un impegno importante. Se non fosse che da qui a qualche ora di fronte ci troveremo la Juve. Un avversario che – guerre e battaglie a parte – è tornato a far paura. Sono bastate la manita alla Fiorentina e una prova di spessore, per riassestarsi sui livelli che sono valsi ai bianconeri il titolo di principale antagonista di un Milan che dal canto suo continua a non perdere tempo, e correre su livelli che non temono confronti.
Conte sorride per il recupero di Chiellini e la possibilità di tornare al 3-5-2; Allegri si coccola l’affare del momento: quell’Urby Emanuelson che più di tutti ci sta facendo stropicciare gli occhi in questo magnifico scorcio di stagione. Già: perché se da Ibra, Thiago Silva, Abbiati (solo per citarne alcuni), era lecito aspettarsi la grande stagione che stanno disputando, dall’olandese era praticamente impossibile, complice un avvio tutt’altro che chiaro ed entusiasmante, attendere un exploit di questo tipo. Per il resto, il tecnico toscano ha sicuramente meno motivi per sorridere rispetto al collega salentino: l’infermeria continua a pullulare di pezzi pregiati: Mexes sarà a disposizione, Aquilani ha giocato qualche minuto a Parma, ma ancora non ha i 90 minuti nelle gambe, Boateng e Van Bommel non ci saranno di sicuro e, da fuori, le loro assenze sono sicuramente quelle che pesano di più. Più rodato di quanto si potesse prevedere è l’attacco privo di Pato, che tornerà sicuramente sul finire della stagione. Del resto, con un Ibra così, previsioni e calcoli valgono quanto i proclami di guerra: è e sarà sempre solo calcio, c’è solo da goderselo.
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