Il gregario d'oro

Il gregario d'oroMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 6 giugno 2012, 10:00Primo Piano
di Francesco Somma

In un deserto di immobilità, animato dalle folate low-cost relative a Montolivo e Traoré, il mercato rossonero in entrata è tutto tranne che guizzante e carico di soddisfazione. Gli unici affari possibili sono, paradossalmente, quelli in uscita. Che, sia chiaro, saranno tali solamente se non ci saranno. Chiamateli “non affari”, per capirci, ma al momento l’unico salto di qualità possibile, può arrivare con le permanenze a Milanello di Ibrahimovic e Thiago Silva. Un nome nuovo solamente per modo di dire, in quanto lo vediamo (e sentiamo) accostato ai nostri colori da almeno due anni, è quello di Lassana Diarra. Si tratta di una pista percorribile, ma legata a doppio filo agli sviluppi relativi al futuro di Aquilani e Flamini, con il primo che si è già (ri)vestito del rosso targato Liverpool, e il secondo che, dopo aver chiuso un campionato sfortunato e al di sotto delle aspettative, con il gol del pareggio contro il Novara, sta riflettendo su cosa fare.

La politica di austerity di cui Via Turati vuole fare un modus operandi, lo ha naturalmente investito: l’ingaggio dell’ex Gunner ha subito una drastica quanto comprensibile riduzione, che rappresenta la principale causa dei tentennamenti correnti. Lass, si diceva, l’indiziato numero uno ad innestarsi nella rosa rossonera in caso di addio del francese. Un colpo, senza mezzi termini: 27 anni, quantità da vendere più che qualità, e tutte le carte in regola per un’esplosione in stile Nocerino. In forza al Real Madrid e sulla cresta dell’onda, arriverebbe in Lombardia previa accettazione di una riduzione dell’ingaggio e di un progetto che, in termini di fascino e ricchezza, perde il confronto con la realtà madrilena. L’esperienza della Premier lo ha temprato, quella in Liga lo ha raffinato, l’Italia è pronta ad arricchire ulteriormente una carriera da “gregario dorato”.