Thiago Silva resta, parola di Silvio Berlusconi, che su Sportitalia, allo Speciale Calciomercato ha blindato anche Zlatan Ibrahimovic: “Lo svedese non si vende”. Eccolo servito l'happy ending a sorpresa. Ma affinché tutti siano veramente contenti ora manca un tassello: adeguare il contratto al brasiliano che attualmente guadagna 4 mln e punta a un consistente aumento, come ricordato dal suo agente Paulo Tonietto. D'altro canto è il giocatore che vale di più nella rosa del Milan e ha appena visto sfumare uno stipendio doppio rispetto a quello attuale. “Non si aspetta di guadagnare come Ibra, non scherziamo”, ha continuato il procuratore, ma almeno quanto Robinho che porta a casa 6,5mln, secondo giocatore rossonero più pagato. Visto che a Parigi Thiago ne avrebbe guadagnati 7,5, una via di mezzo sarebbe gradita. “Ne parleremo con calma e troveremo una soluzione ragionevole”, ha spiegato Adriano Galliani, finora indaffarato a ridurre almeno del 25% il monte ingaggi, con la rinuncia ai vecchi senatori e spalmando diversi altri emolumenti. Il tetto salariale l'anno scorso era di oltre 160 mln, una riduzione di una quarantina di mln avvicinerebbe il Milan a una cifra accettabile, anche se non ancora sufficiente per arrivare al pareggio di bilancio, perchè il rosso da ripianare quest'anno è stato di quasi 70. Serve un altro passo, molto più ampio, se si vuole avere una società autosufficiente e in grado di trattenere i propri campioni, andando ad insidiare quelli altrui. Ecco perchè Galliani è tornato a parlare di uno stadio di proprietà, che sia San Siro o uno ex novo. “Ci sono novità, stiamo valutando diverse situazioni”, ha confessato l'ad rossonero. Un'ammissione che potrebbe valere più di un colpo di mercato.
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