Ragione e sentimenti

Ragione e sentimentiMilanNews.it
venerdì 20 luglio 2012, 00:00Editoriale
di Tiziano Crudeli
Telecronista del Milan a 7 Gold, direttore editoriale del settimanale sportivo "Sprint&Sport Lombardia". Opinionista al "Processo di Biscardi".

I  personali giudizi sulla querelle Ibra–Thiago non sono dettati soltanto dai sentimenti, ma anche dalla ragione che probabilmente mi permette di avere una visione più realistica  della vicenda. A proposito di sentimenti:  io, come molti rossoneri, ero  sulle tribune di San Siro a sostenere con passione  il Milan  retrocesso  in Serie B.  Al contrario di molti che a quei tempi non erano ancora milanisti e neppure dirigenti.   Quindi noi tifosi viscerali saremo sempre vicini al Milan. Nella buona e nella cattiva sorte. Detto questo nessuno disconosce i grandi meriti dell’attuale dirigenza che negli anni ci ha regalato prestigiosi successi , ma proprio questa grandeur rende il presente più  difficile da accettare. Anche se,  vista  la crisi economica, la ragione fornisce  una plausibile giustificazione. Ma se i massimi  dirigenti, per imbonire la piazza in fermento, prima annunciano: “Restano al 100%!” Tenere Thiago è stata una scelta di sentimenti. Resta anche Ibra”.  Poi ancora “Ha vinto il cuore non la ragione. Il presidente Berlusconi è un eroe.” E dulcis in fundo : “Può succedere di tutto ma non che  Ibra e Thiago se ne vadano.”   Due mesi dopo  viene  ufficializzata  la loro cessione.   E’ assolutamente normale che tra i tifosi ci sia stato un diffuso malcontento che ora sconfina nella rabbia.   Forse più che illudere, con promesse non mantenute, era il caso di  spiegare a chiare lettere che le esigenze di bilancio imponevano drastici tagli e  dolorose rinunce.
Tutto è cominciato con Thiago Silva  dato per partente e poi dopo numerose perorazioni -con Milan Channel che si era fatto  promotore di una supplica  indirizzata  a Silvio Berlusconi  titolata :  “Presidente noi la preghiamo: lo tenga”-, nel momento in cui il Cavaliere ha accolto  le istanze e  confermato il brasiliano autorizzando un sostanzioso ritocco dell’ingaggio e il prolungamento del  contratto, la torcida ha esultato.  Galliani euforico ha sentenziato: “Il Milan i suoi  big non li vende!!! Dopo che il Presidente vi ha fatto questo regalo riempite lo stadio!!!.   Milan Channel, con un’ immagine a tutto schermo con l’effige di  Thiago  e la dicitura  2017. INSIEME! GRAZIE PRESIDENTE” ha interpretato pensiero di tutto il popolo rossonero.  A ulteriore conferma della  permanenza al Milan  di Thiago e Ibra entrambi- insieme a Nocerino, Ambrosini e Boateng- campeggiavano come  testimonial nel manifesto che reclamizzava la nuova campagna  abbonamenti con lo slogan: SCATENA L’ORGOGLIO.  Gli esponenti di spicco  della società si erano esposti  gratificando  il  brasiliano con una dichiarazione del tipo: “ Thiago capitan futuro ” mentre a Ibra,  come riconoscimento, gli  veniva assegnata la maglia numero 10.
E invece   è prevalsa la ragion di stato.

Zlatan e Thiago  vanno al PSG in cambio di 62 milioni. Il ridimensionamento tecnico è dettato dall’esigenza di ridurre i costi di gestione e il passivo di bilancio. O forse dietro l’angolo c’è uno sceicco pronto a rilevare il club che ora non ha il bilancio in rosso.     Ibra e Thiago, però, non hanno sostituti all’altezza. In circolazione non ci sono giocatori di pari valore. La loro cessione ha indebolito l’organico della squadra a prescindere da chi li sostituirà.   Entrambi infatti  sono due tra i migliori giocatori del mondo. Con lo svedese se ne va un goleador che in due stagioni ha segnato 56 gol. Col brasiliano il Milan, già  orfano di Alessandro Nesta, dovrà ricostruire la difesa  puntando  sui giovani che, per quanto validi, rappresentano sempre e comunque un’incognita.
I problemi economici c’erano  pure quando Berlusconi aveva dichiarato  incidibile  Thiago Silva. Nella decisione finale probabilmente hanno influito anche i motivi etici. Il presidente  non se l’è sentita, in un momento economicamente  delicato per il nostro Paese,  di rifiutare un’offerta molto allettante, ma con la minore competitività caleranno i ricavi: meno  abbonamenti, incassi allo stadio più modesti, sponsor non allettati  a investire  su  un club  che rischia di non  qualificarsi per la Champions.  Intanto dalla Svezia un primo segnale:  è stato  cancellato  il ben retribuito match amichevole col Milan.