ESCLUSIVA MN - Ielpo: "Milan, gli errori derivano dalla filosofia di gioco. Ancelotti? Poco abituato a squadre in ricostruzione"

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 27957 volte
Fonte: intervista di Thomas Rolfi
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ESCLUSIVA MN - Ielpo: "Milan, gli errori derivano dalla filosofia di gioco. Ancelotti? Poco abituato a squadre in ricostruzione"

La redazione di MilanNews.it ha contattato Mario Ielpo. L'ex portiere rossonero ha parlato dei problemi emersi dalla sfida contro il Rijeka, degli errori individuali commessi dalla squadra rossonera

Ieri sera era presente a San Siro per vedere la partita. Che impressione le ha fatto il Milan?
"Non mi è piaciuto. Nonostante tanti giocatori dietro la linea della palla continua a prendere imbarcate incredibili dietro. Mi sembrava ci fosse confusione su come applicare il 3-5-2. Loro hanno messo due punte larghe a destra e a sinistra e quindi lì non lo prendeva mai Musacchio, lo prendeva sempre Abate. Di conseguenza c'era inferiorità numerica a centrocampo perchè Abate non giocava mai contro il terzino del Rijeka. Sarebbe stato molto più semplice, visto lo schieramento degli avversari, passare a quattro dietro, anche senza cambiare uomini, scalando Abate indietro e allargando Romagnoli sulla sinistra. Poi manca un po' di aggressività, si torna troppo spesso indietro e poi si fermano".

Sono stati tanti gli errori del Milan, sia in fase di costruzione, ma soprattutto a livello individuale in occasione dei due gol del Rijeka. Da dove nascono queste problematiche?
"Secondo me il Milan non può costruire così poco. Ha lasciato troppo spazio al Rijeka, anche se non sono stati pericolosissimi. Io sono contrario al possesso palla se fatto dietro, è sterile. Sono più i rischi che altro. I gol si fanno rubando la palla sulla trequarti avversaria e ripartendo. E' difficile che il gol venga su azione manovrata che parte da dietro con il giro palla, a meno che ci sia l'iniziativa di un singolo. Tornando agli errori dei singoli dipende molto, secondo me, dalla filosofia sbagliata del non voler mai buttare via il pallone, anche in situazioni di difficoltà estrema. L'errore di Romagnoli è marchiano e ovviamente non dipende dalla squadra, ma con un allenatore 'cattivo' come Conte o Mourinho non sarebbe successo. Perchè li allena per tutto il tempo a non dare sempre confidenza in qualsiasi situazione di gioco".

Ora il Milan è atteso dallo scontro diretto con la Roma di domenica. Che tipo di partita si aspetta?
"Io ho visto la Roma nelle prime due partite e sinceramente non mi era piaciuta per niente. Poi Di Francesco ha apportato dei correttivi, anche ascoltando i consigli dei giocatori - così dicono dall'ambiente romanista, e ultimamente la Roma sta facendo bene. Se il Milan riuscisse a trovare un po' di solidità in fase difensiva, il fatto che la partita la potrebbero fare i giallorossi potrebbe facilitare la squadra di Montella. Il problema del Milan è che passa da alcune formazioni con tanti palleggiatori, poi adesso sta facendo questo 3-5-2 che va un po' contro la sua filosofia".

L'esonero di Ancelotti e il fatto che ora sia libero di accasarsi altrove rischia di mettere un'eccessiva pressione su Montella e il suo lavoro?
"Quello che è successo con il preparatore atletico credo che dimostri che la pressione ci fosse già. Se Montella non soddisfasse le aspettative, a prescindere dai possibili sostituti, salta. Poi ogni bisogna vedere se Ancelotti sia disponibile a prendere una squadra in corsa a ottobre. E' un grandissimo allenatore, non ci piove su questo, però ormai è abituato a muoversi in altre dimensioni a quella del Milan di adesso. Non è mai facile per chi è abituato ad allenare le migliori squadre del mondo confrontarsi con una realtà dove si sta cominciando da zero a ricostruire. Uno come Conte, come tipologia di allenatore, è invece più abituato".