Adesso bisogna matare il Toro in un weekend dove i punti valgono doppio

Furio Fedele, giornalista professionista al seguito del Milan per il Corriere dello Sport e corrieredellosport.it
 di Furio Fedele Twitter:   articolo letto 22741 volte

Sinisa Mihajlovic vuole restare alla guida del Milan, almeno per un altro anno come recita il contratto firmato nell’estate 2015 a Casa Milan. Così diventerebbe il primo allenatore straniero dell’epopea berlusconiana a non essere «cacciato» prima del previsto. Liedholm, Tabarez, Terim, Leonardo e Seedorf non hanno questo privilegio. Come è nel suo stile il tecnico serbo vuole parlare i fatti. Lunedì sera al San Paolo il Milan ha parlato forte e chiaro: con una gara vigorosa, di sostanza e anche fortunata quantobasta, i rossoneri sono riusciti (dopo Sampdoria e Roma) a conquistare almeno un punto nel «fortino» partenopeo. In questo campionato in 12 occasioni l’avversario di turno (compresi Juventus e Inter) era uscito battuto.

CONCRETEZZA. Sicuramente Mihajlovic ha letteralmente trasformato il suo Milan nell’arco di un solo girone. Da San Siro (0-4) al San Paolo (1-1) i cambiamenti sono stati notevoli e radicali. Primo fra tutti quelli del modulo. Qui ci sarebbe da osservare come, forse, si sia perso un po’  troppo tempo (le prime sette partite) dove bisognava assolutamente osservare il diktat presidenziale che imponeva il trequartista. Proprio il naufragio di San Siro contro il Napoli aveva fatto azzerato le illusioni del 4-3-1-2 che aveva visto alternarsi Honda e Bonaventura in cabina di regia a ridosso delle due punte di ruolo. Il passaggio attraverso il 4-3-3 aveva già confortato le scelte di Mihajlovic che è poi riuscito a dare un’identità più precisa e soprattutto vincente alla sua squadra con il 4-4-2.

PREMIO DOPPIO. Proprio il pareggio di Napoli ha confermato che Mihajlovic è sulla strada giusta. Al culmine positivo della sua gestione adesso il tecnico milanista ha un’occasione che vale doppio e che non può essere sprecata. Nel prossimo turno il Milan affronterà il Torino (che appare in fase calante...) in casa mentre Fiorentina e Inter (i due principali
competitor insieme alla Roma per il terzo posto) saranno al vaglio rispettivamente di Napoli e Juventus impegnati nello sprint Scudetto. Battere il Toro, quindi, varrebbe comunque doppio. Partendo poi dal presupposto che i due turni successivi vedrebbero il Milan impegnato in trasferta contro Sassuolo e Chievo, due squadre che sulla carta sembrano
ormai appagate dal loro campionato. 

OBIETTIVI. Alla luce anche del pareggio di Napoli, sembra si sia leggermente ammorbidita l’intransigenza del presidente Berlusconi che pretende un «filotto» di sole vittorie da parte di Mihajlovic. Operazione  pressochè impossibile ma forse nemmeno così necessaria perchè nelle posizioni di testa la velocità media delle prime della classe è sensibilmente diminuita in questo girone di ritorno. A differenza del Milan che, invece, attualmente si è assestato sui 2 punti a partita, in
perfetta media per tentare di agganciare il terzo posto che vale la Champions League. Comunque in potrebbe essere un errore cambiare Mihajlovic a fine campionato. Il tecnico ha sicuramente fatto fatica ad assestarsi, ma a suo vantaggio vanno datti di fatto inconfutabili. Primi fra tutti due obiettivi che aveva preteso, senza ottenere soddisfazione lo stesso Berlusconi a Inzaghi: una maggiore «italianizzazione» e il ringiovanimento del Milan. Mihalovic su questo doppio fronte ha già ottenuto ottimi risultati.