Berlusconi (e i risultati) creano simpatia per Mihajlovic

Giornalista e scrittore. I suoi libri: “La vita è rotonda”, “Soianito”, “L’oro di Sheva”, “Calcinculo”, “La vita è una”, “Sembra facile”. Attualmente online l’ebook “La rivoluzione di Giuseppe".
 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 27885 volte
© foto di Federico De Luca
Berlusconi (e i risultati) creano simpatia per Mihajlovic

La striscia positiva prosegue, il Milan è diventato squadra solida che dà la sensazione di credere in quello che sta facendo. Con umiltà, sfruttando i mezzi a disposizione, sacrificando le velleità presidenziali a vantaggio della praticità operaia. Come è decisamente il caso che sia. Se Berlusconi vuole una squadra che torni a dominare o perlomeno a giocare alla pari con le più forti, è il caso che affidi i prossimi 80 (90? 100?) milioni a qualcuno che sappia costruire una squadra migliore con un budget così importante. Certo è che le sue dichiarazioni sortiscono l'effetto di suscitare spontanea simpatia e solidarietà nei confronti di Mihajlovic: dopo aver deliberatamente buttato a mare icone quali Seedorf e Inzaghi incatenati alla panchina come dal ponte di una nave pirata, ora anche il critico e il tifoso più ottuso stanno intuendo che nella totale assenza di autocritica, le continue frecciate (pardon, battute) nei confronti dei malcapitati allenatori di questa epoca decadente, sono un alibi comodo e cinico. Nascondono le magagne di una società che non c'è più se non come strumento da cavalcare in campagna elettorale. Per non parlare delle sortite sugli infortuni di Menez e Balotelli, oltre a Boateng ripreso rotto e molle dalla vacanza tedesca. A nessun milanista vengono in mente argomenti così labili per giustificare l'autunno orribile, tanto meno viene in mente anche solo ipotizzare (farneticare) su una possibile conferma di Mario l'anno prossimo.

Mihajlovic ha impiegato più tempo del previsto a sistemare le cose, imprimendo il dna di quel condottiero burbero di spessore dal quale ci si aspettava in anticipo l'imprinting caratteriale, in un gruppo con poco fosforo e meno ancora spina dorsale. Infine ce l'ha fatta, avendo nel mirino la finale di Coppa Italia dopo 13 anni e l'Europa che manca da 2 stagioni e mezza. Purtroppo la striscia di prestazioni e risultati positivi non ha spostato i rossoneri dalla casella dove sono inchiodati loro malgrado, le porte per le coppe europee quali esse siano restano aperte, dal sesto posto però per il momento non si schioda. Risultato non da poco se si pensa all'autunno orribile e al passato prossimo, eppure ancora inferiore alle aspettative.

Nel Milan continua a mancare la qualità che gli possa consentire di soffrire meno al cospetto di avversari più attrezzati, gap che non gli ha impedito di battere 3 squadre che lo precedono in classifica negli ultimi 2 mesi e pareggiare sul campo della seconda. L'estetica non ha cittadinanza, ma nel calcio anche la sofferenza nel sapersi difendere senza capitolare ha il suo fascino. Il fascino dell'arrangiarsi, l'arte di cavare il meglio dal minimo a disposizione.

Che tra Mihajlovic e la storia milanista passata vi siano assai pochi punti d'incontro lo dimostrano - oltre al suo passato da avversario accanito - la sua insofferenza verso le celebrazioni (liquidate con un minimalista "troppe feste") per un trentennio irripetibile, il suo stile di gioco, la scarsa fiducia di cui gode da parte del Presidente. Il quale ha perso di vista come invece Mihajlovic stia diventando perfetto per la storia milanista presente.

Nel rinnovare gli auguri a Donnarumma nella speranza che festeggi molti altri compleanni ancora indossando questa maglia, non possiamo non chiudere sottolineando l'ennesima battuta di Berlusconi stavolta riguardante le trattative per la cessione delle quote del club: "Spero Bee concluda entro la fine del campionato, altrimenti abbiamo un'alternativa", proprio nei giorni in cui il prestatore di soldi Thoir medita sul suo futuro nerazzurro. Decisamente la Milano calcistica non sembra fortunata quanto a business con l'Oriente, il sole nascente mal si concilia nel bel mezzo di un tramonto.