Berlusconi, lascialo lavorare!

 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 47339 volte
© foto di Federico De Luca
Berlusconi, lascialo lavorare!

De Laurentiis vomita contro Sarri nella notte del Bernabeu, nella stessa settimana in cui Berlusconi non smentisce né "Gazzetta" né "Repubblica" che riferiscono della sua presunta poca, pochissima stima per Montella e addirittura una malcelata nostalgia per Brocchi. Niente di nuovo sotto il sole, in ogni azienda il proprietario è convinto di saperne più di qualsiasi altissimo dirigente: la differenza nel calcio è che i presidenti lo dicono pubblicamente. Il  caso del reggente del Milan è però distante oggi da quello del Napoli. A lui ha sempre fatto paura l'ombra di qualcuno, fosse Sacchi o Capello, fosse Zaccheroni (vade retro!) o Ancelotti. Non dovrebbe più soffrire di questa sindrome, visto che il Milan rattoppato degli ultimi anni non farebbe ombra nemmeno nel Sahara. Invece continua a replicare i vaneggianti dettami tattici grazie ai quali i rossoneri potrebbero - secondo lui - sprigionare giuoco e spettacolo, nonostante un attacco anemico, un centrocampo giovane e limitato, una difesa spesso rabberciata causa infortuni e squalifiche. Nonostante la nullità quasi assoluta delle ultime 8 edizioni di mercato estivo e invernale. Pensare che la prima volta in cui vinse le elezioni politiche, il suo slogan da battaglia fu: "Lasciatemi lavorare", accerchiato e bersagliato com'era da opposizioni a tutti i livelli, capaci di massacrarlo mediaticamente, ma mai di batterlo alle urne. Dovrebbe sapere cosa significhi convivere con qualcuno che ti dice sempre "no" a prescindere, ma non lo ha mai imparato ne' comunque fatto suo.

Nessuno è perfetto, nemmeno Montella lo è. Visto da fuori il suo Milan pecca talvolta di allegria con Abate trasformato in ala aggiunta, Pasalic inamovibile anche per motivi numerici, ora l'idea di un attacco alla napoletana con varie finte punte a cominciare da Deulofeu, data anche la fatica di Bacca e Lapadula. Per non dire di qualche cambio in corsa, sia pure nella miseria delle scelte plausibili in una rosa modestissima. Visto da fuori il suo Milan è da un mese e mezzo in grave difetto di condizione, regalando tempi interi agli avversari e dovendo regolarmente recuperare il risultato.

Non è perfetto Montella, tutt'altro, ma cosa di più e di meglio avrebbe potuto cavare da questa truppa in cui si è inventato, anzi, un paio di sorprese in erba niente male, risultati positivi (almeno nell'atteggiamento) specie contro le squadre superiori, una classifica che fino a Natale consentiva persino farneticazioni da scudetto.  Berlusconi è fermo mentalmente a dogmi come le due punte, il trequartista, i 4 difensori, ma di mettere a disposizione un pacchetto decente di giocatori che occupino questi ruoli, si è ben guardato. Piange miseria, soffre di salute, nega un'apatia crescente che lo avviluppa per questo sport e questa società. Quindi per questa squadra. Continui pure con il disco rotto della formazione e del modulo che vorrebbe vedere in campo, lo faccia in privato però. Tra chi ancora ha la pazienza di ascoltarlo. In pubblico abbia il buonsenso, la decenza verrebbe da dire, di lasciare in pace l'allenatore che per questa squadra sta lavorando bene senza tema di smentita.

Il silenzio è d'oro, presidente. È arrivato il momento di monetizzare anche questo.