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Che brutta fine: Kakà scaricato e umiliato come Sheva. Per un ritorno al Milan potrebbe andare così...

Vive e lavora a Milano, Direttore di MilanNews.it e redattore di Tuttomercatoweb.com. Collabora con "Sportitalia" e INFRONT. Opinionista su Odeon TV, ospite a Milan Channel. Collabora con Radio Radio e Radio Sportiva. Twitter: @AntoVitiello
25.07.2012 00:00 di Antonio Vitiello  articolo letto 31092 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Che triste epilogo per l'ex pallone d'oro Ricardo Kakà, scaricato e umiliato dal proprio allenatore Josè Mourinho. Il portoghese per mandarlo via dal Real Madrid ha usato parole pesanti nei confronti dell'ex rossonero: “Sei una riserva, cercati una squadra” avrebbe sentenziato Mourinho, trasformando dalla teoria alla pratica le sue affermazioni non convocando Kakà per l'amichevole contro l'Oviedo, nonostante le buone condizioni fisiche. Un destino crudele e beffardo, come fu per Shevchenko, entrambi via dal Milan hanno poi imboccato la via del tramonto. E neanche a farlo di proposito è stato sempre Josè Mourinho a determinare la caduta dei due giganti ex Milan, Sheva al Chelsea e Kakà al Real. Entrambi venduti a peso d'oro dalla dirigenza milanista (mossa rivelatasi poi azzeccata col senno di poi, ma quante proteste nel 2006 e 2009??) ed entrambi finiti come giocatori. Il brasiliano è stato letteralmente scaricato dai blancos e da Mourinho, non ha mai avuto fortuna col Real così come fu per Sheva con i blues, analogie che non possono essere scartate. Per l'ucraino fu ritorno al Milan e come sempre le minestre scaldate non hanno portato a nulla di positivo, solo il rimpianto di vedere la controfigura del vero Andriy in campo, quel fantastico giocatore che ha fatto innamorare migliaia di tifosi. Ora l'errore si ripete anche con Kakà? Sarebbe bellissimo rivederlo in rossonero, emozionante e quasi commovente. Ma poi in campo la delusione di non poter più ammirare lo stesso giocatore del 2007, di vederlo in difficoltà, con movimenti appannati rispetto alle volate di una volta. Dal punto di vista economico non è nemmeno un'operazione vantaggiosa. Kakà percepisce 11 milioni netti a stagione al Real Madrid, per arrivare al Milan dovrebbe abbassarsi l'ingaggio fino a 4 milioni, attualmente la soglia massima imposta da Galliani dopo l'addio di Ibra e Thiago. Kakà quindi dovrebbe rinunciare a 7 milioni lordi a stagione, forse lui lo farebbe ma il papà agente, Bosco Leite, non è tanto favorevole (usando un eufemismo) ad un abbattimento del genere dello stipendio. Il Milan inoltre non vorrebbe versare nemmeno un euro per il suo cartellino, Kakà ad aprile compirà 31 anni e le sue condizioni fisiche non sono del tutto rassicuranti (pubalgia e interventi al ginocchio). In rossonero potrebbe arrivare in prestito, ma nemmeno quest'ipotesi è percorribile perchè dopo un anno in Italia, perderebbe le agevolazioni fiscali della Beckham tax e dal punto di vista economico sarebbe un disastro per il brasiliano. Insomma Kakà è prigioniero del suo contratto e in Italia non potrebbe nemmeno metterci piede visto le difficoltà del nostro campionato. La soluzione resta la Cina o gli Usa, o al massimo il Pg in Europa, l'unica formazione in grado di spendere così tanto. Troverebbe anche Leonardo e Ancelotti, ma anche loro sono titubanti sul suo acquisto. Il Real ha fretta di cederlo perchè Mourinho vuole Modric e per sferrare l'attacco al giocatore del Tottenham serve liquidità. Il Real lo svende a 10 milioni, (svalutazione pazzesca rispetto al 2009 quando fu acquistato a 67 milioni di euro). Il problema del Real è che Kakà non ha praticamente acquirenti. I pochi che si sono fatti vivi non hanno trovato il gradimento del giocatore che avrebbe rifiutato un'offerta del Corinthians. La sua intenzione non è quella di tornare in Brasile e ha ribadito che la sua priorità è restare in un club europeo per potersi giocare le residue chance di puntare ai mondiali del 2014 in Brasile.

Sotto un profilo romantico il ritorno di Kakà al Milan sarebbe una storia fiabesca da raccontare ai nipoti e Galliani lo sa bene, a tal punto da ribadire: "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano", ma sotto l'aspetto della programmazione non rientrerebbe nel nuovo corso del Milan, fatto di costi contenuti e giovani provenienti dal settore giovanile. Una sterzata clamorosa alle ultime mosse sul mercato in cui sono andati via Ibra e Thiago per fare cassa e poi torna un giocatore, ancora amato alla follia, ma in netta fase calante e dall'ingaggio mostruoso.

Twitter: AntoVitiello


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