Dieci domande ad Adriano Galliani

 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 48119 volte
© foto di Federico De Luca
Dieci domande ad Adriano Galliani

Egregio signor Galliani, sapendo che non gradirebbe potessi rivolgergliele di persona, le mando a mezzo web queste domande cui se crede potrà rispondere quando e come preferisce. Nel frattempo, potrà leggere le numerose altre che i tifosi aggiungeranno di loro spontanea volontà sui social-network dopo la pubblicazione di queste. Le auguro un 2016 migliore del 2015.

-Si chiude un altro anno deludente per il Milan. Quali sono stati gli errori commessi dalla società da gennaio a dicembre 2015?

-Lei ha detto che la prima scelta per la panchina, dopo aver buttato a mare Pippo Inzaghi, sarebbe stata Sarri o Montella. Salvo il fantomatico ritorno di Ancelotti. Perché Mihajlovic allora? E perché Donadoni non è mai stato preso in considerazione?

-Perché nonostante la riduzione degli ingaggi e dei top players, le perdite del Milan non diminuiscono mai?

-La scelta del Monaco di non riscattare El Shaarawy non può averla fatta arrabbiare, vero?, ripensando ad Aquilani e ad altri contratti in essere al Milan legati alle presenze e scappatoie similari...

-Perché non va d'accordo con Barbara, nonostante le dichiarazioni di facciata?

-Perché non vuole vecchie glorie pensanti in società? E perché ha appoggiato una figura mediocre e discutibile come Tavecchio alla Federcalcio e non Demetrio Albertini?

-Perché il Milan non crede più nella comunicazione, viste le uscite del Presidente e i molti vani proclami che anche lei spesso non risparmia?

-Perché non va più d'accordo con la Curva?

-Ma lei crede davvero che un giorno Mr.Bee entrerà nel Milan al 48% per 480 milioni? E, nel caso, lei resterebbe in carica?

C'è mai stato un momento in cui ha creduto davvero in uno stadio nuovo di proprietà del Milan?