Il Milan segua l’esempio del Manchester United: vincere l’Europa League per andare in Champions

 di Alberto Cerruti  articolo letto 11014 volte

Sabato si torna in campo e andare a Napoli, nella tana dell’affamata capolista, non è certamente il modo più sicuro per ricominciare l’inseguimento al quarto posto, ultima possibilità per rientrare in Champions League. Il traguardo minimo fissato dalla nuova società e sognato dai tifosi era questo, ma dopo dodici giornate il termine “minimo” rischia di diventare “massimo”, perché bisogna essere realisti. Il Milan è soltanto settimo, a 13 punti dal Napoli, ma soprattutto a 9 dalla Lazio quarta, che tra l’altro deve recuperare una partita. E dietro questi numeri c’è una realtà persino peggiore, perché il Milan ha già perso 5 partite, non a caso tutte contro le squadre che lo precedono in classifica, con la speranza di interrompere la serie proprio a Napoli.

Fassone, nel suo recente viaggio a Nyon, ha presentato un piano di restyling finanziario alternativo ai vertici dell’Uefa, che prevede un ingresso in Europa League come nell’ultima stagione. E allora, visto che il ritorno in Champions è garantito soltanto con il quarto posto ancora lontanissimo, la società, Montella e i giocatori dovrebbero puntare con maggiore convinzione a vincere l’Europa League, per rientrare in Champions come quinta squadra italiana.

Il freschissimo esempio del Manchester United dovrebbe essere lo stimolo migliore, perché la squadra di Mourinho e  Ibrahimovic, che un anno fa puntava al titolo ma si sarebbe accontentata almeno del quarto posto (in Inghilterra valido per garantire il playoff) alla fine è arrivata soltanto sesta, a 7 punti dal Liverpool quarto e a ben 24 dal Chelsea campione di Conte. Rendendosi conto delle difficoltà incontrate in Premier, malgrado tutti gli investimenti dell’estate precedente, il Manchester United non ha mai snobbato l’Europa League e in finale ha battuto l’Ajax, aggiungendosi così a Chelsea, Tottenham, Manchester City e Liverpool, in Champions.

Ma al di là di questo esempio ci sono almeno altri tre motivi per puntare a vincere l’Europa League. Prima di tutto c’è la fame europea del pubblico milanista, che ha riempito San Siro per la prima partita estiva e a maggior ragione lo riempirebbe per sfide contro il Marsiglia o l’Arsenal. Poi c’è l’organico extralarge a disposizione di Montella, perché i vari Abate, Antonelli, Musacchio, Locatelli, Calhanoglu, Cutrone e Andrè Silva potrebbero trovare in coppa lo spazio che non hanno in campionato. Infine questo trofeo è l’unico che manca nella ricca bacheca del Milan. E visto che dopo l’Uefa vinta dal Parma, nel 1999, la coppa ha anche cambiato nome, sarebbe ancora più bello essere la prima squadra italiana che conquista l’Europa League. Basta crederci. Con i fatti e non con le parole. Perché in caso contrario si rischia di non prendere sul serio l’Europa League, senza prendere nemmeno il quarto posto. E non è questo che si meritano i tifosi.