Lunga vita a Rino ma c’è solo un modo per risorgere. Uefa-voluntary verso il no, se accadesse, non sarà una catastrofe

Direttore di MilanNews.it, collabora con TMW Radio e Tuttomercatoweb.com. Lavora anche con INFRONT. Ha collaborato con Sportitalia.
 di Antonio Vitiello Twitter:   articolo letto 34045 volte
Lunga vita a Rino ma c’è solo un modo per risorgere. Uefa-voluntary verso il no, se accadesse, non sarà una catastrofe

Il periodo nero che attraversa il Milan lo si può fotografare con quel colpo di testa di Brignoli al 95’, un’istantanea di ciò che sta vivendo il gruppo rossonero. Non può essere fortunata una squadra che subisce gol all’ultimo minuto dal portiere avversario, contro la squadra ultima in classifica che fino a domenica aveva sempre perso. Il peggio del peggio. Eppure è accaduto e al di là della malasorte c’è da capire come mai il Milan non riesca a dominare o quantomeno a chiudere le partite neppure contro l’ultima della classe, il perché concede troppe occasioni e ne concretizza pochissime. Un Milan che non corre per evidenti problemi di condizione fisica e s’impaurisce al primo tiro avversario, evidenziando limiti sotto il profilo mentale.

La scossa con Gattuso in panchina non c’è stata, inaspettatamente l’uomo tutto grinta e carattere non ha saputo trasmettere il suo modo di pensare in una settimana. Ci riproverà Rino, perché non ha nessuna intenzione di mollare e gettare la spugna. Il lavoro è appena iniziato e tanti giocatori stanno apprezzando la metodologia di lavoro impostata da Gattuso e il suo staff. Inutile fare tanti giri di parole, l’ex mister della Primavera rossonera ha ereditato una squadra malconcia a livello psicologico e soprattutto fisico. Problemi lasciati dalla vecchia gestione Montella e di una preparazione fisica approssimativa, un club come il Milan dove tutto è calibrato al dettaglio, non può accorgersi di un evidente problema di condizione dopo 2 mesi dall’inizio della stagione. E’ stato un errore da matita rossa.

Lunga vita a Rino Gattuso, la speranza è che possa essere il presente e il futuro del Milan. Nessuno vuole fare il funerale all’ex campione del mondo, anzi, l’augurio è di vederlo per tanti anni sulla panchina del Milan, ma se da qui a giugno non dovessero arrivare risultati, c’è solo una strada da percorrere. Puntare ad un grandissimo allenatore dopo tanti anni di scommesse e tecnici di qualità media. Negli ultimi quattro anni sono passati 7 allenatori, nessuno che abbia fatto la differenza. Allegri è stato l’ultimo a gestire un Milan competitivo ai vertici, poi il declino assoluto dopo il suo esonero, proseguita con Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella e ora Gattuso. Gente di calcio, con grandi valori professionali e morali, ma nessuno è un top allenatore. Questa squadra con un tecnico di primissimo livello avrebbe reso il doppio, perché le qualità nella rosa attuale ci sono.

Dal campo alla società. Il Milan nei prossimi giorni avrà risposta dall’Uefa sulla richiesta del voluntary agreement, passaggio importante per il futuro del club. Le indiscrezioni però non sono positive, col passar del tempo l’iniziale ottimismo fatto filtrare dal club ha lasciato spazio allo scetticismo sulla risposta dell’Uefa. Il voluntary potrebbe essere rifiutato, ma questo non vuol dire che il Milan sarà escluso dalle coppe, questo è uno scenario che in via Aldo Rossi non hanno nemmeno preso in considerazione. Nel caso in cui arrivasse risposta negativa si passerà a discutere il settlement agreement nei primi mesi del 2018 dove l’Uefa deciderà le penalità da adottare nella stagione 2018/19, come successo già in passato con Inter e Roma. Si va dal mercato limitato e restrizioni sulla rosa per le competizioni europee, oppure semplici multe. Insomma non sarà una catastrofe, perché Roma e Inter ci sono già passate, così come tanti altri club in Europa. Per quel che riguarda il fronte rifinanziamento del debito con Elliott, le prospettive sono più ottimistiche, con il fondo Highbridge pronto a subentrare e spalmare il debito su cinque anni permettendo al Milan più serenità nel rientrare dalle spese.