Milan, confronti e chiarimenti: non solo il modulo dovrà cambiare. Raiola contro la dirigenza avvalora la scelta di Donnarumma

Direttore di MilanNews.it, collabora con TMW Radio e Tuttomercatoweb.com. Lavora anche con INFRONT. Ha collaborato con Sportitalia.
 di Antonio Vitiello Twitter:   articolo letto 31869 volte
Milan, confronti e chiarimenti: non solo il modulo dovrà cambiare. Raiola contro la dirigenza avvalora la scelta di Donnarumma

Ci sono due tipi di sconfitte: quelle che ti fanno svegliare e renderti conto che qualcosa deve necessariamente cambiare, e le sconfitte che segnano la fine di un percorso, la realizzazione che oltre un certo limite non si può andare. Nel caso dei rossoneri siamo di fronte alla prima ipotesi, perché al Milan hanno tutti recepito il messaggio dopo i quattro gol con la Lazio e già a Vienna tutto l’ambiente vuole dimostrare che quello visto all’Olimpico non era il vero Milan. Non può essere quello definitivo, è scontato che si trattata ancora di una squadra sperimentale, che ha bisogno dei suoi tempi per diventare un gruppo unito, ma è anche vero che in una piazza come quella milanese il tempo è sempre ridotto. Bisogna fare le cose in fretta.

Ci saranno quindi delle novità tattiche in vista della sfida di Europa League, con il passaggio alla difesa a tre grazie al rientro di Alessio Romagnoli, ma non è solo il modulo a cambiare. C’è stato infatti un confronto tra l’allenatore e la dirigenza in cui sono stati evidenziati i motivi della sconfitta non solo dal punto di vista tattico ma anche psicologico e motivazionale. La squadra, ad esempio, durante il primo tempo a Roma non ha reagito alle sberle dei biancocelesti e questo non dovrà più capitare, invece di scendere in campo rabbiosi nella ripresa, il Milan è affondato, ed è stato un preoccupante campanello d’allarme. Montella si è assunto le responsabilità della pesante figuraccia, la dirigenza ha confermato la fiducia nell’allenatore ma ora arriva il compito più difficile, quando gli alibi sono finiti e quando il tempo dell’amalgama sta per terminare, conta fare i risultati. Così Montella e il nuovo gruppo non può più sbagliare, devono rendersi contro che quest’anno per puntare alla Champions hanno un margine d’errore molto più ridotto. Concetto ribadito poi durante la settimana a Milanello, in cui il mister insieme alla squadra ha analizzato i motivi tattici e mentali della sconfitta con la Lazio.

La prima soluzione sarà il cambio di modulo, anche se ci saranno ugualmente degli scontenti perché con un ipotetico 3-5-2 avranno difficoltà d’inserimento Suso, Calhanoglu e Bonaventura, a turno due giocatori su tre dovrà stare in panchina, a meno che Montella non schieri Suso seconda punta, ma in quel caso andrebbe a togliere spazio ad un altro attaccante (Kalinic o Silva). Si può immaginare anche un 3412 e pure con questa opzione non possono giocare tutti, qualcuno dovrà restare fuori (come giusto che sia per un club che vuole avere la panchina lunga). Anche con il cambio di modulo le perplessità restano, ciò che deve cambiare è l’atteggiamento in campo, il modo di affrontare le gare senza pause, la determinazione dall’inizio alla fine.

Appena il Milan ha incontrato le prime difficoltà è tornato a parlare con insistenza Mino Raiola, il cui ha dichiarato apertamente che non crede nel progetto di Fassone e Mirabelli. Nonostante i soldi spesi, nonostante le delucidazioni dell’amministratore delegato, Raiola non si fida di questo Milan e avrebbe voluto portare via Donnarumma già in estate. Questo non fa altro che avvalorare la scelta del portiere rossonero, nonostante la volontà del suo potente agente, è rimasto a Milano. Il Psg in particolare offriva il doppio di quanto ora guadagna al Milan, ma la scelta è stata di rinnovare e rimanere. Donnarumma ad un certo punto si è trovato a combattere contro il suo manager per rimanere al Milan, a soli 18 anni  e con enorme pressione mediatica sulle spalle. Per ora ha vinto la dirigenza e il ragazzo, ma la pressione di Raiola non si attenuerà.