Una partenza da 64 milioni, una bella risposta agli scettici. Intanto i Ragazzi sono finalmente vicini alla frontiera. Due timbri per il ritorno in Europa

 di Carlo Pellegatti  articolo letto 89331 volte

Umiltà è sempre sinonimo di intelligenza. Mi è piaciuto l’atteggiamento del Milan a Bergamo ,grazie anche alla impostazione pragmatica di Vincenzo Montella. Una squadra quadrata, determinata, abile a occupare gli spazi e cercare rapidi contropiedi, anche se questa fase non sempre con successo. L’allenatore rossonero doveva compattare lo spirito, rassicurare i giocatori e, in questo senso, la presenza del rientrante Montolivo ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati sul piano del gioco, poi, grazie al tiro deviato  di Deulofeu, anche su quello del risultato. I novanta minuti contro il Bologna devono rappresentare il premio per il lavoro cominciato il lontano sei luglio, a coronamento di una stagione che nascondeva mille insidie sul piano morale e tecnico, ma che si potrebbe chiudere con una Supercoppa Italiana in bacheca e una qualificazione ai preliminari di Europa League.

Un risultato molto positivo viste le premesse iniziali, ma ancora lontano dalle future ambizioni di un Milan che vogliamo finalmente protagonista in Campionato e in Coppa.

I giocatori rossoneri sono stati comunque bravi a seguire, con passione e dedizione, il lavoro di Montella ,che ha avuto le risposte necessarie, sul piano dell’impegno e della applicazione. Sono arrivate così le prime sospirate soddisfazioni, dopo anni travagliati. Le due vittorie sulla Juventus, le buone prestazioni  a Roma e Napoli, l’imbattibilità contro le rivali nella lotta per l’Europa League hanno reso orgogliosi i tifosi di questo gruppo. Secondo l’affermazione di Antonio Cassano, un gruppo di “Scappati di Casa”.

Beh, che sul piano della classe pura e del talento, molti non possano nemmeno avvicinare le qualità del giocatore barese è assodato, ma certamente, a fine carriera, guardandosi allo specchio avranno meno rimpianti del “Cappellaio Matto” di rossonera memoria che, grazie alla purezza dei suoi piedi, avrebbe potuto diventare una leggenda del calcio italiano. I giocatori milanisti, in questa difficile e complicata stagione hanno dato, in campo, tutto quello che le loro  buone qualità potessero offrire. Hanno sempre mostrato un grande spirito di sacrificio, con la fiera  soddisfazione di avere indossato la maglia rossonera, di non essere scappati ,ma di essere entrati ,con  orgoglio, nella …casa del Milan, un Milan al quale hanno regalato una  splendida Coppa.

Vedere Lapadula, dopo avere perso palla, inseguire con rabbia e determinazione l’avversario, sabato sera a Bergamo, è l’emblema dello spirito di questo gruppo.

 Intanto la nuova proprietà ha cominciato il suo lavoro  mettendo sul mercato 64 milioni, lo scrivo anche in lettere come sui bollettini, sessantaquattro milioni di euro, se ,come sembra, si concretizzeranno gli acquisti di Musacchio, Kessiè e Ricardo Rodriguez . E’ un inizio molto promettente e foriero di lusinghiere prospettive,  un segnale importante ricordando soprattutto  i giudizi e le opinioni passate. “I cinesi non esistono“, “Nessuno in Cina, conosce i nuovi proprietari del Milan“, “Non hanno soldi“ e altre frasi sempre sullo stesso tenore. Affidarsi ha una figura chiave di riferimento come Marco Fassone, che ha indicato  presto Massimiliano Mirabelli, come dominatus del mercato, è stata mossa fondamentale. Importante poi  lavorare subito in totale sintonia con Vincenzo Montella, atteso forse  dalla stagione più importante della sua pur giovane carriera, per una definitiva  affermazione a alti livelli. Il Milan parte in vantaggio intanto sul piano delle strategie rispetto a qualche rivale ,anche se sul piano  tecnico il gap è alto e non facile da colmare in brevissimo tempo. Ma anche sotto questo aspetto i nuovi proprietari  hanno  le idee chiare,  non volendo essere traditi da una nociva impazienza.  Si sono dati tre stagioni per ritornare competitivi , con l’obiettivo chiaro e forte di rientrare  nell’empireo platonico dei Top Club mondiali . I cinesi forse non conoscono il latino ,ma i dirigenti italiani certamente sì . Per questo motivo hanno adottato la celebre locuzione  di Svetonio, attribuito all’Imperatore Augusto: “Festina Lente“, traduzione “Affrettati lentamente“ . Motto saggio, molto saggio.