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Galliani profetico: in materia di calciomercato le sorprese non finiscono mai. Doccia fredda Tevez: "Voglio vincere con il City".

13.07.2012 19:45 di Giulia Polloli  articolo letto 15464 volte
© foto di Giulia Polloli
Le azioni delle ultime ore, in diretta da Parigi, non lasciano molto spazio a commenti diversi dall'unica esclamazione possibile: cosa diavolo sta succedendo? Ma non solo per il doppio addio, non solo perché il Milan perde due top players, ma perché questo è il segno che il vento è cambiato. Galliani l'aveva detto il giorno del raduno a Milanello: il calcio italiano non può più permettersi giocatori così onerosi per i budget delle società in un regime fiscale poco competitivo rispetto alle realtà estere. Detto e fatto, il Milan ha dovuto inchinarsi di fronte alle offerte faraoniche in tempi di crisi e nemmeno la forte volontà e l'amore smisurato del presidente Berlusconi questa volta hanno potuto avere la meglio di fronte alla realtà in cui versano le casse del Milan. Avevo parlato di metamorfosi qualche giorno fa, ora credo che le mie parole abbiano acquisito ancor più valore. Basta guardare negli occhi i tifosi rossoneri per rendersi conto che l'incredulità di fronte alle ultime vicende è imperante. E ora? Ecco la domanda che si stanno facendo tutti. Ora è normale pensare che il Milan, se vuole mantenere fede alle parole con cui ha iniziato la nuova stagione, ovvero puntare allo scudetto, avanzare in Champions e provare a vincere la Tim Cup, debba necessariamente puntare al mercato per rinsaldare gli equilibri sfaldati dalla doppia trattativa parigina. Nonostante la trattativa si sia arenata a causa della discrepanza tra la domanda e l'offerta per quanto concerne il caso Ibrahimovic, nonostante Raiola abbia dichiarato che le distanze siano paragonabili a quelle oceaniche che separano America e Cina, le dichiarazioni di Berlusconi da Palazzo Grazioli non lasciano adito a dubbi circa la volontà della società di via Turati di far cassa. Quindi dando tutto per scontato ( nel momento in cui scrivo questo mio editoriale) il Milan ha trovato nuova linfa per risollevare i suoi conti. Eppure nonostante la nuova liquidità a disposizione c'è il dubbio che realmente il Milan possa buttarsi a capofitto sul mercato. Ora che l'ossatura portante della squadra di Allegri si è ormai sgretolata del tutto, l'ipotesi più probabile è che il Milan possa sfruttare questa stagione quale anno sabbatico, un periodo quasi forzato in cui lavorare intensamente su nuovi talenti, magari di casa nostra, con spese molto contenute. Quindi teoricamente un anno, diciamo così, vissuto nel basso profilo, senza tensioni agonistiche, un anno in cui poter lavorare serenamente sul capitale umano e tecnico a disposizione di Allegri, un anno utile a capire se realmente i nuovi giocatori in rosa possono essere il reale futuro di questa società. Questo scenario sarebbe quello che, velatamente, Galliani aveva profetizzato quando in conferenza aveva parlato del Real Madrid, che non ha perso il suo appeal verso i tifosi nonostante non vincesse la Champions da lustri. Spesso si guarda con ammirazione all'estero quando squadre di alto blasone hanno il coraggio di fermarsi e ripartire cercando di costruire, a scapito di vittorie immediate, gli scenari futuri. Si è parlato spesso, anche recentemente, di quanto sia importante poter investire sui giovani talenti, ma altrettanto spesso si arrivava alla conclusione che è difficile poter ottenere grandi risultati con i giovani quando i ritmi ti impongono di essere competitivo sempre e comunque. Quindi ci si scandalizza quando si perde un talento puro come Verratti, che all'estero trova spazi importanti mentre, nel nostro calcio, troverebbe posto solo come rincalzo o in serie cadetta, però altrettanto scandaloso appare il discorso di ricostruzione totale che ovviamente sacrifica, almeno teoricamente, i sogni di gloria. Un circolo vizioso da cui sembra difficile uscire senza troppi feriti, questo è il dato di fatto. Le voci vogliono il Milan di ritorno sulla pista che a gennaio era stata interrotta: l'obiettivo prioritario per l'attacco, per cercare di sostituire Ibrahimovic, sembra essere Tevez. Però da oltremanica arrivano immediatamente le dichiarazioni d'intenti di Carlitos: "voglio vincere con il City". Forse l'appeal verso il Milan è diminuito proprio a causa delle cessioni e degli addii eccellenti. Se a gennaio Tevez arrivava in una squadra competitiva e in lotta per vincere lo scudetto e ancora impegnata in Champions, ora le cose appaiono molto diverse. I proclami di Milanello il giorno del raduno devono essere seguiti da azioni concrete. Se davvero il Milan vuole correre per vincere il campionato e per proseguire nelle coppe, qualche ritocco alla rosa esistente è lecito aspettarselo. Se dovesse svanire dunque la pista per l'Apache, sembra plausibile che Galliani possa tornare su un vecchio pallino quale Dzeko, ma non si esaurisce nemmeno l'ipotesi van Persie, che in effetti aveva raccolto i complimenti di Galliani dopo la prestazione di S.Siro in Champions e si lavora per Carroll che ora troverebbe la strada spianata di fronte a sé. Più banalmente, forse, il Milan si butta a capofitto su Destro, ma nell'immaginario collettivo è difficile che l'ex giocatore del Siena possa colmare la voragine lasciata da Ibra. Bisogna però ricordare che i rossoneri non sono privi di talenti in fase offensiva: Cassano, Robinho e Pato non sono certo degli sconosciuti, El Shaarawy è pronto e scalpitante per poter dimostrare ad Allegri tutto il suo talento, ma questo non basta. E se nonostante tutto Ibra può trovare successori eccellenti, lo stesso sembra non essere così scontato per ciò che riguarda Thiago Silva. Non esiste un giocatore bravo quanto lui sul mercato, bisogna lavorare dunque per contenere i danni. I primi passi di Acerbi sul terreno di Milanello hanno ben impressionato, chi lo conosce lo descrive come un giocatore determinato che ora ha realizzato il suo sogno. Quindi tra sentimenti e tecnica almeno uno dei tasselli lasciati liberi in difesa sembra aver trovato un degno proprietario. Il Milan riapre il dialogo per Astori dopo aver sondato il terreno per Ogbonna, ma le trattative non sembrano ancora realmente avviate. Non resta che attendere le prossime ore, perché le sorprese, come dice lo stesso Galliani, in tema di calciomercato non sono mai finite.

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