acmilan.com - La storia della settimana: il fazzoletto bianco

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 7295 volte
Fonte: acmilan.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
acmilan.com - La storia della settimana: il fazzoletto bianco

Quattro anni, un fazzoletto bianco stretto al braccio, un pallone di cuoio consumato dalle innumerevoli partite contro la juve, l'inter, la Roma. Nel giardino spelacchiato della casa in campagna, io ero Gianni Rivera, il capitano! Dribblavo i miei avversari immaginari e segnavo in una porta fatta con la biancheria stesa al sole da mia madre, che puntualmente ed inspiegabilmente la trovava riappesa male e sporca di terra.

Io unico milanista in una famiglia di juventini e interisti. Sono cresciuto cosi, con il Milan della stella, sognando un giorno, di poter entrare nel tempio del calcio, San Siro! Ricordo la mia prima volta, salii con affanno i gradini, mi mancava il respiro, non per la stanchezza ma per l'agitazione, il cappello rossonero troppo grande mi cadeva davanti agli occhi quasi come volesse coprirli apposta per rendere ancora più forte l’emozione. Arrivato. Mi sistemai il cappellino e vidi il prato enorme , di un colore verde intenso! Rimasi minuti ad ammirarlo, solo il boato del pubblico all’ingresso dei giocatori mi fece distogliere lo sguardo, entrarono loro, i calciatori del Milan, il mio sguardo cercò disperatamente la maglia del capitano!

Eccolo! Mi tolsi il cappotto con disappunto di mio padre, ma anch’io volevo giocare con i miei eroi, guardai il mio fazzoletto legato al braccio ostentandolo per farmi notare dal tifoso vicino, ero Gianni Rivera ed iniziò la mia partita. Il ricordo rimane dentro me come “sospeso” fra sogno e realtà.
Sono passati ormai 40 anni ma mai potrò dimenticare il verde intenso del prato, come un quadro, dentro una cornice preziosa. San siro ed i suoi tifosi.

di Antonio Talarico

Abbiamo scelto questa storia perché...
«La redazione di acmilan.com questa settimana ha scelto la storia di Antonio Talarico, grande tifoso rossonero, perché nel suo racconto si respira un mix di passione, emozione e tradizione. Quel fazzoletto bianco legato al braccio di un bambino di quattro anni ci collega al mito di Gianni Rivera e del Milan della stella. Una storia tutta da leggere, complimenti Antonio».