L'insostenibile pesantezza dell'assegno. E tenersi Thiago Silva

 di Antonio Vitiello  articolo letto 7074 volte
Fonte: di Andrea Losapio per Tmw
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
L'insostenibile pesantezza dell'assegno. E tenersi Thiago Silva

Il cheque era di quelli importanti. Quarantasei milioni per un difensore non sono noccioline, bensì rappresentano l'assegno più importante di tutti i tempi per uno che ha il compito di evitare i gol - più semplice che segnarli - e che non ha mai giocato nemmeno un Mondiale da titolare. Thiago Silva ha davanti a sé un lungo cammino calcistico, perché non è stato spremuto alle sue prime stagioni, uscendo tardi anche per colpa di una tubercolosi, di conseguenza avendo una parabola più lunga rispetto a molti suoi colleghi esplosi prestissimo. C'è chi parla di dieci anni, realisticamente rimarrà il migliore dei prossimi cinque e poi cederà il passo.
In ogni caso, l'ultima settimana è stata surreale. Dalle colonne del Parisien a L'Equipe, il balletto delle cifre, il viaggio di Galliani, il bilancio.
Capiamoci, il fair play finanziario entrerà in vigore solamente nel 2015, adesso c'è da capire quali sono i parametri per non avere problemi. E' vero che l'esclusione dalle coppe europee passerebbe solamente a partire dal -45 milioni alla voce bilancio (prima solo ammende e possibilità di ripianare) il Milan ci rientra già. Perché, rispetto ai 67 milioni di debito dell'anno scorso, ha molti meno contratti pesanti da onorare. Una quarantina di milioni circa. Portando un passivo, così come sono le cose, di una ventina. Ecco perché Thiago Silva può rimanere a Milano, nonostante la sentenza Mondadori, nonostante i "guai" finanziari di Berlusconi, nonostante la presenza dei figli che vorrebbero tirare il freno. Il brasiliano era una mossa - probabilmente irripetibile - per mettere a posto il bilancio di quest'anno (e magari rendere più appetibile la società per un'entrata di qualche ricco magnate) e forse dell'anno prossimo. La sicurezza la si avrebbe però cedendo Ibrahimovic, portando di fatto gli stipendi a quasi un terzo del fatturato: una spesa assolutamente sostenibile per la società Milan, che solo l'anno appena trascorso metteva sul piatto il 70% del fatturato per gli ingaggi.
Insomma, Thiago Silva e Ibrahimovic si possono mantenere nonostante il fair play finanziario, ma non per avere una società pienamente in attivo. I figli della reggenza ci stanno pensando insistentemente, anche perché un aumento del brasiliano (che potrà prendere quanto Robinho, cioè quattro milioni lordi in più rispetto all'ultima stagione) porterebbe un nuovo esborso in casa Milan. Se i tifosi vogliono mercato, devono aspettarsi almeno una - se non due - cessione importante, giacché Thiago Silva è stato tolto dalla piazza. Ci finirà qualcun altro. Quello però che non capisco, coupe du theatre a parte, è come fare a pensare di potere riempire lo stadio l'anno prossimo, senza spostare di una virgola la rosa. Saranno anche meno. L'unica possibilità è passare dal via, ritirare le venti mila lire e poi passare all'acquisto, come nel Monopoli: ma si rischia di non permettersi più il Parco della Vittoria, ma solo Vicolo Corto.