Milan, la Coppa Italia non deve essere un alibi

 di Massimo Canta  articolo letto 6146 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
Milan, la Coppa Italia non deve essere un alibi

Sono bastate le due trasferte di Reggio Emilia e di Verona a smorzare gli entusiasmi e le velleità di raggiungere posizioni degne di una squadra che, solo poche settimane fa, celebrava il trentennio della presidenza Berlusconi. Mihajlovic è stato il primo ed il più convinto nell'impresa di dare un senso al campionato del Milan, con la sua  volontà, il carisma e la dedizione che lo ha sempre contraddistinto. Il tutto nella difficoltà di reggere le continue critiche della dirigenza, ma nella consapevolezza di non avere a disposizione l'organico migliore per conseguire un traguardo che, poteva forse rappresentare un miraggio, ma soprattutto doveva fungere da pungolo alla squadra.

La formazione rossonera però ha mostrato evidenti limiti caratteriali, già palesati nel girone di andata, uniti alla mancanza di qualità cronica nei settori cruciali due campo. Purtroppo non solo questo: i riferimenti del tecnico serbo  alla capacità dei giocatori della Juventus nell'approcciare le partite, hanno invece che stimolato  gli uomini di Mihajlovic, prodotto forse (ma non in modo giustificabile) un' impalpabile reazione opposta e contraria.

A questo si aggiunge quel nervosismo che si è evidenziato in proteste plateali ,scontri di gioco apparsi accesi e dichiarazioni di 'scollamento' tra i compagni nel post partita. L'appello è uno solo: non gettare al vento almeno quella compattezza di intenti e di atteggiamenti che aveva caratterizzato una squadra incompleta nell'organico da inizio stagione ( che ancora attende i 'risvegli' di Menez, Balotelli e Boateng). La finale di Coppa Italia è ancora lontana. Non può e non deve essere un alibi da qui alla fine del campionato, che chiede di essere onorato per rispetto (invocato ancora  oggi da Abbiati) di una maglia pesante come quella rossonera e per i tifosi che erano tornati ad 'indossarla' .