MN - Albertini: "In questo momento non sto pensando alla ricandidatura come presidente FIGC. E su Tavecchio..."

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 17234 volte
Fonte: dall'inviato a Milano, Antonio Vitiello

"E' un grosso dispiacere. Ieri allo stadio e la prima cosa che mi veniva in mente era scendere in campo per dare una mano ai ragazzi. La volontà s'è vista ma non è bastata". Così Demetrio Albertini, ex centrocampista, dirigente sportivo e sfidante di Carlo Tavecchio nel 2014 per la poltrona della FIGC, ai microfoni di MilanNews.it.

Lei nel 2014 ha sfidato Tavecchio.
"Prendo atto di quello che ha detto il presidente del CONI Malagò, ma io sono fuori. Domani capiremo qual è la sua scelta in merito al suo futuro".

Come si esce da questa situazione?
"Ci vuole un progetto sportivo reale. Siamo l'unico paese ad avere tra leghe professionistiche che difficilmente collaborano tra di loro e due sono commissariate. Dobbiamo avere una visione più ampia, il nostro calcio non si cambia in un giorno".

Si aspettava le dimissioni di Ventura dopo la gara?
"Non mi aspetto nulla. Non sono io la persona che deve pensare a ciò. Per me era talmente forte il dispiacere ieri sera che tutto è passato in secondo piano. L'Italia assente dal Mondiale è qualcosa di incredibile, ma dobbiamo capire se è una cosa ordinaria o straordinaria. Ho visto le lacrime di Buffon e il dispiacere di De Rossi, un vero peccato".

Pensa di ricandidarsi alla guida della FIGC?
"No, in questo momento non ci sto pensando".

Perché si è perso tempo per riformare il calcio?
"Il giudizio in questo momento è condizionato dal risultato, dall'amarezza e dalla delusione. Poi è chiaro che bisognerà fare delle valutazioni perché è dal 2010 che non superiamo i gironi".

Cosa pensa delle parole di Pochesci della Ternana?
"E' stato divertente ascoltarlo, nudo e crudo".

Chi dovrebbe prendere il posto di Ventura?
"E' talmente difficile scegliere il ct che lo facciamo scegliere al Presidente. Ce ne sono diversi di allenatori che possono ricoprire questo ruolo, ma essere commissario tecnico è molto diverso rispetto all'essere allenatore".