Pedullà: "Le mosse del Milan"

 di Antonio Vitiello  articolo letto 5477 volte
Fonte: di Alfredo Pedullà per Tuttomercatoweb.com

Mi hanno fatto molto pensare le parole di Adriano Galliani prima di Milan-Palermo. L'amministratore delegato ha ammesso che stanno cercando un attaccante esterno. Finalmente. Domanda: ma non dovevano cercarlo prima? Altra domanda: ma è giusto spostare Abate nel tridente offensivo dopo che aveva fatto il laterale difensivo e il centrocampista di fascia? Si chiama confusione: gli effetti si sono visti. Ipotesi: se Ronaldinho prendesse l'influenza e Pato fosse squalificato per una giornata, il Milan non avrebbe i sostituti. Terza domanda: ma non era il caso di prenderlo ad agosto, il famoso attaccante esterno? Certo che era il caso, eccome se era il caso. A meno che la prossima volta Leo non faccia fare l'attaccante esterno ad Antonini o Zambrotta, sic. Certo che Pandev sarebbe una grande soluzione, ma si tratta di capire se il Milan si è mosso troppo tardi rispetto all'Inter (vale il discorso di prima). Arriverà il duttile Beckham, ma io rilancio con il tormentone: avere quattro portieri e non prendere un difensore di fascia (Drenthe, oppure un'altra soluzione) mi sembra assurdo. Altrimenti il Milan avrà quattro portieri, tre attaccanti centrali (Borriello, Inzaghi e Huntelaar), nessun sostituto di Pato e Ronaldinho e nessun sostituto di Zambrotta (spremuto) e Jankulovski, Antonini o adattamenti a parte. Capitolo Gattuso: dieci giorni fa pensavo, pensavamo, che alla fine non ce l'avrebbe fatta più ad accettare un ruolo di secondo piano. Gli hanno spalmato e allungato il contratto, ha accettato. Dicono: ma uno come Ringhio diventa indispensabile in prospettiva. Certo, ma soltanto a patto che Leonardo cambi modulo: in caso contrario, lo straordinario Ambrosini di questo periodo sarebbe intoccabile. Vai Ringhio: dopo la decisione presa, spero che tu sia sempre felice.