Una città dall'italianità contrastante: Rijeka attende una partita 'fantasma'

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 10642 volte
Fonte: da Rijeka, Thomas Rolfi
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Una città dall'italianità contrastante: Rijeka attende una partita 'fantasma'

La campagna europea del Milan prevede Rijeka (o Fiume) come ultima tappa del viaggio che porterà i rossoneri a giocarsi i sedicesimi di Europa League a metà febbraio del 2018. In attesa di conoscere il futuro del Diavolo nella manifestazione continentale, però, la partita in Croazia non rivestirà alcuna rilevanza per il discorso qualificazione, poichè il Milan si è gia assicurato il primo posto aritmetico nel girone, mentre la squadra allenata da Matjaz Kek è vogliosa di concludere al meglio il torneo, pur non avendo alcuna velleità di accedere al turno successivo.

ITALIANITA' CONTRASTANTE - Rijeka nasce come città italiana. Nel corso della storia, però, venne annessa all'impero austro-ungarico, poi tornò tricolore per mano di Gabriele D'Annunzio, prima di diventare a tutti gli effetti una città jugloslava (fino al 1991), croata poi. Percorrendo le vie e i vicoli che si snodano dal centro della terza città più popolosa della Croazia, ciò che appare subito evidente è il contrasto quasi stridente tra gli influssi italiani residui (riscontrabili a livello architettonico in diversi edifici ed a livello di lingua conosciuta dalla popolazione) e la volontà lampante di 'nascondere' queste origini italiche, cancellando ogni segno riconducibile allo Stivale. Esemplificativo, in tal senso, è il Palazzo del Governatore (nella foto di Daniele Mascolo di Photoviews), dal cui balcone principale D'Annunzio, dopo aver marciato su Fiume il 12 settembre 1919 insieme a un migliaio di soldati, si affacciò rivolgendosi a una folla festante, per chiedere conferma all'Italia del proclama di annessione dell'anno al precedente. All'interno dell'edificio non si trova, però, praticamente alcuna traccia di questo passaggio storico.

PARTITA 'FANTASMA' - La via principale della città è il cosiddetto 'Korzo', costeggiata da antichi palazzi storici e artistici di oltre 200 anni. Fra questi, spicca la Torre dell'Orologio, uno dei simboli di Rijeka, che è sormontata da un'aquila bicipite (ovvero con due teste che guardano in direzioni opposte e si dividono già a partire dal collo). I fiumani sono molto orgogliosi di questo emblema e hanno intrapreso persino delle battaglie politiche per preservarne l'importanza e la storicità. Osservando il centro di Fiume, però, sembra che Rijeka-Milan non sia in programma. Non si trovano manifesti che sponsorizzano l'evento, nè, tantomeno, tifosi con sciarpe o abbigliamento della squadra cittadina. L'unico riferimento al calcio è rappresentato da una bancarella che vende i prodotti ufficiali del club, inserita nel contesto di mercatini di Natale tipici dei paesi dell'est. Per trovare traccia della sfida, dunque, l'unica soluzione è allontanarsi circa 6 km dal fulcro della città e avvicinarsi allo Stadion HNK Rijeka, l'impianto dove dal 2015 risiede il Rijeka, in attesa che sia pronto il nuovo Stadion Kantrida, storica dimora dei croati.