Cambio Pazzo, ma solo di nome

 di Matteo Calcagni  articolo letto 24396 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Cambio Pazzo, ma solo di nome

Definito lo scambio dell'estate, almeno per la Serie A, proviamo a ragionare su quello che potrà portare Pazzini alla causa rossonera. Il ventottenne di Pescia non sarà stato il preferito di Massimiliano Allegri, che ha simpatizzato a lungo per Matri, ma può tranquillamente fare comodo al Milan. Più attaccante d'area rispetto allo juventino, il centravanti toscano ha dimostrato di vedere la porta come pochi nel nostro campionato: 80 sigilli in 246 presenze tra Atalanta, Fiorentina, Sampdoria e Inter, in cui milita dal gennaio 2011. Pazzini duetterà alla grande con tutte le punte a disposizione del mister toscano: da Pato a Robinho, passando per El Shaarawy. Quello che stupisce, dell'ex viola, è lo straordinario feeling con l'Europa: in Champions League (e nei turni preliminari), Giampaolo ha siglato 6 reti in sole 12 apparizioni (7 partendo dalla panchina), servendo anche 2 assist. Nessuna esperienza decennale, questo è chiaro, ma queste statistiche sono un buon punto di partenza. Le perplessità sono legate alle caratteristiche del calciatore in relazione al sistema rossonero: Pazzini predilige il colpo di testa in anticipo sul difensore, ma i cross non sono certamente la specialità di casa Milan. Un "problema" che può essere tranquillamente risolto, sfruttando anche le doti tecniche dei vari Robinho, Boateng, Montolivo e Emanuelson. E' chiaro che, se arrivasse un altro uomo di qualità a centrocampo o sulla trequarti, il ventaglio delle opzioni diverrebbe ovviamente più ampio. Aggiungiamo che Pazzini, dopo essere stato messo da parte all'Inter, arriverà in rossonero con voglia di rivalsa e tenacia da vendere: lo scambio con Cassano potrebbe anche favorire i rossoneri, nonostante i tifosi pensino il contrario.