CorSera - Milan, l’Uefa dirà no al voluntary agreement: ecco motivazioni e conseguenze

 di Enrico Ferrazzi Twitter:   articolo letto 40307 volte
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CorSera - Milan, l’Uefa dirà no al voluntary agreement: ecco motivazioni e conseguenze

Se fino a qualche giorno fa c’era ancora un leggero ottimismo, ora è in arrivo un nuova delusione per il Milan cinese: come riferisce questa mattina il Corriere della Sera, infatti, è molto probabile che domani l’Uefa boccerà la richiesta di voluntary agreement, l’accordo che consente di non pagare sanzioni per la violazione del fair play finanziario dei precedenti tre anni, a fronte di un piano di rientro e del rispetto di una serie di obblighi. Purtroppo per il club di via Aldo Rossi non è bastato il grande lavoro di questi mesi dell’ad Marco Fassone per convincere l’Uefa.

NO INSTABILITA’ - Come mai ora c’è tutto questo pessimismo? Come spiega sempre il Corriere della Sera, da Nyon sono arrivate due ulteriori condizioni a cui il club deve sottoporsi per ottenere il voluntary agreement. Innanzitutto, l’Uefa vuole che, nel periodo di durata dell’agreement (due o tre anni, a discrezione della commissione), non ci siano “rischi di instabilità della proprietà”. In pratica, entro domani il debito con Elliott dovrebbe essere rifinanziato: i rossoneri sono da tempo in trattativa con il fondo Highbridge, ma serve altro tempo per concludere l’accordo tra le parti.

ALTRE GARANZIE - L’Uefa pretende inoltre ulteriori garanzie per le perdite previste fino all’ipotizzato pareggio di bilancio (nello scenario peggiore si aggirano sui 150 milioni): a Nyon pretendono infatti fidejussioni o, addirittura, l’intero deposito della somma a garanzia. Insomma, sembra quasi impossibile che il Milan possa rispondere a questi requisiti e dunque si passerà al settlement agreement e, come successo a Inter e Roma, la società milanista dovrà accettare una sanzione e/o una serie di limitazioni.