Da un rinnovo milionario a continue esclusioni: de Jong, gli sprechi e una situazione da risolvere

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 32791 volte
© foto di PHOTOVIEWS
Da un rinnovo milionario a continue esclusioni: de Jong, gli sprechi e una situazione da risolvere

Contro l'Alessandria, soprattutto a centrocampo e in attacco, Sinisa Mihajlovic ha deciso di affidarsi ad un corposo turnover. In mediana, rinunciando ai "titolari" Montolivo, Bertolacci e Kucka, il tecnico serbo ha puntato su Poli e José Mauri, perseguendo nell'ormai perdurante esclusione di Nigel de Jong. L'olandese, che in campionato non gioca dal 13 dicembre (espulsione e rigore procurato contro l'Hellas), non riesce a giocare nemmeno in Coppa Italia, in un turno contraddistinto da una evidente rotazione.

SPRECO - Il centrocampista orange, che lo scorso giugno vide rinnovato il suo contratto fino al 2018, percepisce uno stipendio di circa 3 milioni di euro. Una cifra che può essere congrua per un titolare, ma che si rivela un vero e proprio spreco per un giocatore mai impiegato. Un discorso simile a quello per Diego Lopez, con la differenza sostanziale che lo spagnolo - pur scavalcato da Donnarumma - è stato a lungo infortunato. A prescindere dai tentativi di provarlo difensore centrale, concretizzabili esclusivamente in situazioni di estrema emergenza, è inevitabile che trovare una destinazione a de Jong diventa assolutamente una priorità.

ALLA RICERCA DI UNA DESTINAZIONE - Nelle scorse settimane si è parlato di un possibile interesse per l'olandese dalla Major League Soccer, nello specifico i Los Angeles Galaxy. Il mercato negli USA chiude a marzo, lasciando quindi ancora qualche speranza per un eventuale accordo. E' chiaro, col senno di poi, che il prolungamento concesso all'ex Manchester City sia stato un errore frettoloso: con un Montolivo in fase di recupero e qualche acquisto in canna (vedi Bertolacci e poi Kucka), la presenza dell'orange (con uno stipendio simile) non era di certo essenziale. Ora il Milan, come spesso gli è capitato negli ultimi anni, è costretto ad affannarsi per lasciar partire un giocatore: un leitmotiv ormai arcinoto in casa rossonera.