ESCLUSIVA MN - Repice: "Milan, ora è fondamentale diventare squadra e costruire uno spogliatoio. Il mercato non c'entra, si deve lavorare con i calciatori a disposizione"

 di Fabio Anelli Twitter:   articolo letto 16298 volte
Fonte: Intervista di Fabio Anelli
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Repice: "Milan, ora è fondamentale diventare squadra e costruire uno spogliatoio. Il mercato non c'entra, si deve lavorare con i calciatori a disposizione"

La redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva il giornalista di Radio Rai Francesco Repice. Con il collega abbiamo affrontato alcuni temi caldi in casa rossonera, da Milan-Atalanta, ai problemi in attacco, alla posizione di Calhanoglu per arrivare a quali possono essere gli obiettivi della squadra di Gattuso per il prosieguo della stagione.

Iniziamo da un parere su Milan-Atalanta.

"Il parere è una partita che mi aspettavo. L’Atalanta in questo momento è una squadra, il Milan come di Gattuso ancora no. Il risultato è una logica conseguenza di questa combinazione di fattori. È molto semplice".

Zero gol nelle ultime due partite, e per sei gare in campionato il Milan non ha segnato. Gli acquisti di Kalinic e A. Silva sono stati sbagliati?

"Io dico semplicemente che fatte le debite eccezioni, mi riferisco a Cristiano Ronaldo e ad Eusebio, non mi sembra che gli attaccanti portoghesi abbiano mai brillato per prolificità e che siano stati dei grandi goleador. Ci sono queste due eccezioni meravigliose eccezioni ma per il resto mi sembra di capire che in Portogallo vai ad acquistare tutto fuorché gli attaccanti, e soprattutto a quelle cifre pazzesca. André Silva chi lo ha visto nel corso degli anni in Champions League non avrebbe certo speso quelle cifre. Da Kalinic mi aspettavo qualcosa di più ma non gli si può dare addosso perché non può beneficiare del lavoro della sua squadra alle sue spalle".

Calhanoglu è scomparso dai radar con Gattuso, prima, e con Montella poi.

"Calhanoglu è uno di quei giocatori che son belli da vedere per i campionati non di primissimo piano, non perché la Bundesliga sia di primo piano, ma per squadre di primissimo livello. Sono calciatori abbastanza fini a sé stessi, sono giocatori che ti impongono uno schieramento particolare. Nessuno ora gioca più con il trequartista, è un giocatore sprecato. Nessun allenatore adesso si mette a rischio di giocare in inferiorità numerica per far giocare uno tra le linee. Già da anni i trequartisti fanno le seconde punte ma non è il caso di Calhanoglu che è un acquisto fantasioso e non adatto al nostro calcio".

Gattuso avrebbe potuto fare di più?

"Gattuso non c’entra nulla e neanche Montella. Sono entrambi ottimi allenatori, il problema è che la squadra di calcio è stata fatta in maniera isterica, tutti i peana che venivano cantati alla vigilia del campionato, in estate, erano abbastanza spericolati e tali si sono rivelati nei fatti".

Quali possono essere gli obiettivi da qui a fine stagione alla luce delle prestazioni attuali?

"Costruire una squadra e uno spogliatoio prima di tutto, questo è fondamentale".

Mirabelli ha detto di non pensare al mercato di gennaio, chi servirebbe sul mercato?

"Non si tratta di mercato, il mercato non c’entra nulla. Adesso devi lavorare con i calciatori che hai, affidarti a Rino Gattuso e a un bel 4-4-2 con quattro centrocampisti. Ora serve mettere la squadra nelle mani di Montolivo che mi sembra l’unico in grado di risolvere determinati problemi in campo e nello spogliatoio e compattarlo per arrivare alla fine della stagione e centrare almeno l’obiettivo Europa League. Questo mi sembra l’unica cosa che si possa fare senza illudere nessuno".