Il 2018 tra conferme e speranze per svoltare in attacco. Nonostante una necessità mancante e crescente...

 di Simone Nobilini Twitter:   articolo letto 13863 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Il 2018 tra conferme e speranze per svoltare in attacco. Nonostante una necessità mancante e crescente...

Il derby di Coppa Italia vinto e l'importante pari di Firenze, giunto a meno di 48 ore dai 120' contro l'Inter, come piccoli sorrisi per chiudere un'annata dall'umore contrastante, nonostante il campo abbia confermato ancora come questo Milan abbia inevitabilmente bisogno di qualcosa in più, a livello organizzativo e di alternative, per ottenere risultati migliori. La gara di ieri a Firenze, in cui i rossoneri hanno dimostrato di potersi rendere pericolosi in poche occasioni solamente nella seconda parte di gara, ha lasciato infatti intravedere un'evidente generale difficoltà nella creatività offensiva, colmabile tra speranze crescenti o, in uno scenario ben più difficile, sul mercato.

LUCE SUSO - Scenario inconfutabile: gioca sempre e, ogni qualvolta riesce, risulta sempre decisivo. Non è un caso che anche ieri, in occasione del pari del "Franchi", le uniche chances da rete rossonere siano arrivate direttamente dai piedi di Suso, conclusione finale di André Silva esclusa: lo spagnolo si conferma letteralmente luce di un reparto offensivo che dipende sempre più dalla qualità del mancino andaluso, autore del primo, vero tentativo verso la porta di Sportiello e della conclusione che ha portato al pari di Calhanoglu. Fotografie certamente incoraggianti nella notevole crescita dell'ex Liverpool, sempre più decisivo, ma deludenti dal punto di vista di squadra: dove sembra mancare chi, oltre al numero 8 rossonero, sia in grado di creare e inventare pericoli.

TRA SPERANZA E NECESSITA' - Il positivo Calhanoglu visto al rientro dall'infortunio, continuamente spronato e stimato da Gattuso, può certamente rivelarsi speranza per il 2018 rossonero di svoltare dal punto di vista offensivo: arma sinora inceppata capace di sparare le prime cartucce proprio in chiusura d'anno, ad eccezione delle due parentesi contro Austria Vienna e Chievo, in grado di saper far male in diversi modi. Dalle conclusioni da fuori, con un modo di calciare particolarmente stimato da Gattuso, ad una qualità utile a coinvolgere maggiormente quell'attaccante centrale che ha spesso sofferto la mancanza di palloni giocabili, individuabile soprattutto (anche per demeriti propri) in Kalinic: con l'arretramento di Bonaventura a centrocampo per avere maggior qualità, in un ruolo ormai ben interpretato dall'ex atalantino, ciò che può mancare in avanti è tuttavia un'alternativa a livello di caratteristiche rispetto a Calhanoglu e Suso. Un elemento alla Deulofeu, tanto per individuare un profilo già noto: spunto in uno contro uno, grande velocità (terribilmente assente, davanti, nel tridente rossonero) e progressione verso il fondo per creare pericoli. Parola che troppo spesso ha visto il Milan protagonista a livello passivo, più che attivo: e che nel 2018 dovrà necessariamente, con auspicabili interventi sul mercato o meno, vedere l'attuale situazione invertita.