Il Milan e il Voluntary Agreement, nessuna catastrofe: gli scenari già visti

 di Redazione MilanNews Twitter:   articolo letto 20450 volte
Fonte: di Andrea Losapio per Tuttomercatoweb.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il Milan e il Voluntary Agreement, nessuna catastrofe: gli scenari già visti

Il Milan non riuscirà a ricorrere al Voluntary Agreement. Una notizia che sembrava già nell'aria dopo le parole di Aleksander Ceferin, presidente dell'UEFA, lo scorso 23 novembre: "Sono preoccupato", aveva detto in riferimento alla posizione del club meneghino. Un passaggio che qualcuno dava quasi per scontato si è quindi rivelato un inciampo per i rossoneri, costretti ora a inseguire una posizione sanzionatoria che non sia pregiudicante per i prossimi anni. In soldoni: Fassone aveva chiesto di essere tenuto fuori dalle sanzioni per una stagione, quella in corso, in virtù del cambio di proprietà e dei tanti milioni di euro spesi. La UEFA, non volendo avallare né giustificare una situazione "nebulosa" - anche in virtù del prestito del fondo Elliot, e quindi sembrare complice creando un precedente, avrebbe deciso di non concederlo.

TUTTI A BILANCIO - Facendo un passo indietro, Fassone era passato alle cose formali, spiegando che i 230 milioni di euro dello scorso mercato - con dodici milioni di commissioni, il 5% circa - sarebbero stati messi tutti a bilancio per il 2017-18. A questo punto, con il voluntary agreement, i rossoneri sarebbero riusciti ad "aggirare" il fair play finanziario, caricando moltissimo il bilancio quest'anno per poi essere "più leggeri" nelle prossime annate. L'ammortamento dei cartellini sarebbe stato di 120 il primo, 60 il secondo e 40 il terzo. Il Milan lo farà comunque, ma l'intenzione di saltare un turno poteva essere una grande notizia anche per il calciomercato successivo, quello dell'anno prossimo.

I CASI ALTRUI - Il Milan ora sarà sanzionato e dovrà trovare un accordo come Manchester City e Paris Saint Germain. E, in misura minore, anche Roma e Inter, costrette a pagare un prezzo iniziale e il "restringimento" della rosa. È possibile che dopo la sforatura di quest'anno la UEFA decida che per un triennio il Milan debba diminuire i costi fissi - o comunque non aumentare i salari - e, a parte quelli virtuosi per giovanili e impianti, impegnarsi a non sforare una certa cifra. Per dire, il Manchester City è stato costretto a un breakeven deficit di 20 milioni il primo anno e 10 il secondo, in negativo. Il Paris Saint Germain 30 il primo anno e in pari il secondo. Idem con patate l'Inter che doveva chiudere, di fatto, a 0 il 2016-17 come breakeven. In questo senso le cessioni di fine giugno (con plusvalenze per Caprari o per i vari giovani come Miange) sono state evidentemente fondamentali. A tutto questo - la UEFA di fatto si trattiene le spettanze dei club per le sanzioni, quindi non sono multe bensì solamente mancati guadagni - vanno aggiunte le restrizioni delle rose per le competizioni europee, non una misura troppo scoraggiante.

SCENARIO GALATASARAY - Il Galatasaray, invece, è stato multato per la prima volta di "soli" 200 mila euro per avere sforato il fair play finanziario di 4 milioni. E poi? Nel triennio che andava dal 2013 al 2015 doveva avere un bilancio con devianza "accettabile" per la UEFA. Peccato che in due anni abbia avuto un rosso di circa 120 milioni di euro che ha portato il massimo esponente del calcio europeo a bannare i turchi per una stagione dalle coppe: il Galatasaray è tornato in Europa League quest'anno (dopo non averci partecipato nel 2016-17 nonostante la vittoria nella Turkish Cup), uscendo ai preliminari contro gli svedesi dell'Ostersund.

CALMA FASSONE - In mattinata l'amministratore delegato del Milan ha parlato in Lega a Milano. "La bocciatura della UEFA? Per noi è una sorpresa leggere queste cose sui giornali. La commissione della UEFA si riunisce domani e quindi non capisco come possano essere filtrate indiscrezioni. Ho stima per il presidente e non credo che qualcuno possa aver anticipato qualcosa. Ci sono state fatte delle richieste dalla commissione impossibili da accontentare". Fermandosi qui, a quell'impossibile, è chiaro che il Voluntary non sarà preso in considerazione, a meno di miracoli. E l'impressione è che Fassone dovrà farli sul mercato, nel prossimo periodo.

CONCLUSIONI - È molto probabile, quindi, che il Milan debba parlare con la commissione e concedere un accordo che andrà a finalizzarsi a maggio. La UEFA monitorerà i prossimi bilanci dei rossoneri che, però, dovranno abbassare il monte ingaggi e rientrare in alcuni parametri, come i 30 milioni di breakeven o lo zero in termine di bilancio, al netto di spese virtuose. C'è un però: l'anno prossimo Fassone passerà da 120 milioni ammortati a "solamente" 60, più la possibilità di cedere calciatori dall'ingaggio pesante e acquistarne altri, magari promettenti, con emolumenti minori, come fatto dalla Roma nello scorso anno. Insomma, le vie per rispettare il fair play finanziario ci sono tutte, ma non sarà un'impresa facile.