La difesa a tre incombe, ma la vera rivoluzione è in attacco: tra adattamenti e combinazioni, Montella studia le coppie

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 26435 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
La difesa a tre incombe, ma la vera rivoluzione è in attacco: tra adattamenti e combinazioni, Montella studia le coppie

Le bruciature e le ferite del pesantissimo 4-1 dell'Olimpico sono ancora evidenti e pulsanti sulla pelle dei rossoneri, ma i nuovi impegni incombono e la necessità di reagire è impellente. Lazio-Milan era il primo vero test della stagione meneghina ed è stato fallito su più livelli, soprattutto dal punto di vista psicologico. La prima scossa di Montella, forse obbligata, ha interessato il sistema di gioco: dal 4-3-3 al 3-5-2, modulo che finora è stato provato solo nel test di Skopje e per uno scampolo di ripresa contro il Craiova. La presenza di Bonucci rende quasi consequenziale la difesa a tre, anche per valorizzare al meglio quello che è stato l'investimento più corposo dell'estate milanista.

IL SALUTO AL TRIDENTE - Il 3-5-2, tuttavia, porta ad importanti modifiche anche nel resto della squadra, soprattutto per quanto riguarda l'attacco. Il "corpo" del centrocampo resterà ovviamente a tre, con i due esterni che avranno compiti maggiormente offensivi. Il reparto offensivo, invece, muterà sensibilmente meccanismi e conformazione: si passerà dalle certezze del tridente al nuovo tatticismo delle due punte. Un cambiamento pressoché logico, considerando che a parte Suso, Borini e Bonaventura, il Milan non dispone di veri e propri laterali d'attacco: com'è possibile dunque proseguire per tutta la stagione col 4-3-3?

COPPIE E COMBINAZIONI - Appurata la sopracitata modifica, ora il grande dubbio è il seguente: come si adatteranno i vari attaccanti nel nuovo scacchiere tattico? Le combinazioni a disposizione di Montella sono sostanzialmente sconfinate, sia per caratteristiche che per fisionomia, ma non è detto che tutte vadano a buon fine. Contro l'Austria Vienna, oltre alla sicura presenza di Kalinic, potrebbe toccare ad André Silva, in lizza con Suso per una maglia da titolare. E' innegabile che ci siano grosse differenze tra il portoghese e lo spagnolo: uno è un centravanti puro e così si comporterebbe, l'altro invece agirebbe come seconda punta, un po' come accaduto più volte ai tempi del Genoa. Adattamenti che andranno studiati e sperimentati sul campo, senza dimenticarsi di Cutrone e dello stesso Borini che, se non come attaccante, potrebbe comunque ritagliarsi spazio come esterno di centrocampo.