La reazione di un Milan che non ha ancora capitolato: l'imperativo ora è non buttare via tutto

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 20599 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
La reazione di un Milan che non ha ancora capitolato: l'imperativo ora è non buttare via tutto

La serata dell'Olimpico rappresenta una sorta di specchio di questa stagione rossonera: il gol subito, a freddo, il rischio di capitolare, poi la reazione, il pareggio e i rimpianti finali. Dopo il brutto tonfo casalingo contro il Bologna, l'undici di Mihajlovic si è reso protagonista di una prestazione decisamente più incoraggiante, non riuscendo però a fare quel decisivo step per provare a diventare grande. Hanno pesato le occasioni fallite ma anche una mai sanata "leggerezza", o scarsa lucidità, in situazioni estremamente favorevoli.

ASPETTI POSITIVI - Dalla terra capitolina, al netto di quanto descritto sopra, il Milan è uscito comunque rafforzato: sia perché ha saputo non crollare di fronte agli assalti giallorossi, sia perché è stato in grado di pareggiare e condurre una gara che appariva compromessa. Il punto dell'Olimpico può quindi rappresentare un piccolo (grande) step verso l'ormai ossessivamente ventilata crescita: difficilmente vedremo una squadra dominare e vincere tante partite consecutive da qui a maggio, ma l'augurio è che si possa costruire e migliorare progressivamente a differenza di quanto successo nelle scorse annate.

TENERE LE REDINI - Guardiamo agli ultimi campionati. Quando il Milan ha visto sfumare gli obiettivi prefissati ad inizio stagione, la situazione è spesso sbracata, su tutti i livelli: da un lato i tecnici abbandonati e virtualmente esonerati, dall'altra una squadra che continuava a perdere punti e partite. E' ovvio che in estate in tanti si aspettassero qualcosa in più, ma buttare via tutto per ripartire da zero, ancora una volta, rischia di essere soltanto l'ennesimo errore. Non è detto che Mihajlovic resterà sulla panchina rossonera, ma almeno in questi mesi dovrebbe essere sostenuto e non delegittimato, onde evitare che il palazzo crolli anzitempo con la conseguenza dell'ennesima rinuncia all'Europa.