Presidente, le somme si tirano alla fine. Adesso serve unità d'intenti

 di Pietro Mazzara Twitter:   articolo letto 10869 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Presidente, le somme si tirano alla fine. Adesso serve unità d'intenti

Benzina sul fuoco. Possono suonare così le parole mattutine di Silvio Berlusconi a “Radio Anch’io” sul futuro di Sinisa Mihajlovic. A dire la verità, il concetto espresso dal presidente del Milan ricalca quello delle ultime esternazioni pubbliche, dove aveva indicato nel finale di stagione il momento nel quale serrare le fila di un’annata che era sembrata nascere sotto determinati auspici e che, invece, sta percorrendo una strada ormai nota e che ha portato il Milan ad essere fuori, al momento, dal lotto delle top5 squadre del nostro campionato. Berlusconi ha tagliato corto sull’argomento Mihajlovic, ma non si è tirato indietro e questa sua nuova uscita non facilita certo il compito del tecnico serbo, che ieri a Milanello ha avuto un durissimo confronto con la squadra dopo l’imbarazzante primo tempo di domenica contro il Chievo.

SERVIREBBE UNIONE - In un momento del genere, più che dilatare la forbice di vedute tra proprietà e guida tecnica, servirebbe una coesione da parte di tutti. Sinisa ha anche parlato col presidente proprio ieri, una telefonata nella quale avrebbe assicurato a Berlusconi il massimo impegno da parte della squadra e che gli ultimi due passaggi a vuoto con Sassuolo e Chievo devono rimanere due episodi. Galliani, dal canto suo, si trova a dover fare da collante tra una proprietà estremamente umorale e un allenatore che non si da per vinto e vuole arrivare bene alla fine di una stagione che, in ogni caso, ha visto il Milan tornare in finale per un trofeo dopo quasi cinque anni. Servirebbe comunità d’intenti, ma al Milan – di questi tempi – questo concetto è molto labile.

GUAI A CHI MOLLA – E poi ci sono i giocatori. Guai a chi pensa che la stagione sia finita. Guai a pensare che ormai “la stagione è andata”. Lo si poteva dire l’anno scorso, non oggi. Che ci sia della stanchezza negli uomini chiave è evidente, ma le alternative a disposizione di Mihajlovic, salvo rari casi, sono messe peggio di chi è in bombola. Abbiati e Abate sono stati chiari e già da domenica contro la Lazio ci sarà bisogno di cambiare di nuovo ritmo, sia mentale sia tecnico. Perché i tifosi non meritano di essere presi in giro.