Senza Champions i top player non sono più in pericolo: i grandi andranno via solo per altri grandi

 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 39916 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Senza Champions i top player non sono più in pericolo: i grandi andranno via solo per altri grandi

Lo scorso 27 agosto, intervistato da "The Guardian", Marco Fassone si concentrò sull'obiettivo Champions e su ciò che sarebbe derivato in caso di una mancata qualificazione: "All'UEFA ho presentato un piano più conservativo che mostra una progressione del club anche se non raggiungerà la Champions League in questa stagione. In quel caso, l'investimento sul mercato non potrebbe essere alto e dovremmo pensare anche di vendere uno dei nostri top player". Queste frasi hanno risuonato a lungo nelle orecchie dei tifosi, soprattutto in relazione alle difficoltà della squadra e al divario che si è creato con le prime della classe.

STRATEGIA - Nell'assemblea odierna dei piccoli azionisti, tenutasi come al solito a Casa Milan, l'a.d. rossonero è tornato sull'argomento, specificando cosa accadrebbe nell'eventualità di un'esclusione dalla massima competizione europea. Lo scenario emerso è decisamente meno "duro" rispetto a quello che si immaginava qualche mese or sono. E' vero che per finanziare qualche colpo il Milan potrebbe cedere uno dei suoi giocatori più forti, ma sarebbe principalmente un discorso tecnico, ovvero di miglioramento della squadra. Inoltre le possibili cessioni non dovrebbero obbligatoriamente ricadere sui cosidetti "top player", ma riguarderebbero quei calciatori che garantirebbero una plusvalenza, come ad esempio i giovani in prima squadra.

IL MERCATO - Non è dunque tempo di fasciarsi la testa anzitempo, a prescindere dalla futura presenza o non presenza in Champions League. Il Milan ha il dovere di fare di tutto per provare a raggiungere questo obiettivo, ma un "fallimento" non coinciderebbe con lo smantellamento della rosa, la quale manterrà il suo architrave e verrà rafforzata con meno risorse ma comunque con accuratezza. Oltretutto per accrescere il valore di una squadra non serve necessariamente collezionare acquisti da 30/40 milioni, ma a volte basta azzeccare piccoli ma significativi "colpi" di mercato. E questa potrebbe essere la strada vincente se il Milan dovesse rinunciare agli introiti della prestigiosa competizione europea.