Sprazzi di vero Calha: il fondamentale ruolo di Gattuso nella prestazione del turco

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 30138 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Sprazzi di vero Calha: il fondamentale ruolo di Gattuso nella prestazione del turco

Finalmente Hakan Calhanoglu. Fino alla partita di mercoledì, la sua esperienza al Milan era stata costellata da pochissime luci e moltissime ombre nel corso dei 1200 minuti giocati. Tante prestazioni anonime, apparentemente indolenti, sia che fosse titolare, sia che subentrasse a gara in corso. In mezzo, una sola grande folgorazione: la splendida gara giocata all'Ernst Happel Stadion nel 5-1 rifilato all'Austria Vienna il 14 settembre, in cui il turco ha deliziato gli spettatori con uno splendido gol conditi da due assist con il contagiri. Da quella partita, però, Calhanoglu è via via scomparso dai radar (ad eccezione della parentesi del gol segnato nel 4-1 a Verona contro il Chievo), per poi accusare un problema al polpaccio nel primo allenamento dopo il cambio allenatore.

SPRAZZI DI VERO CALHANOGLU - Risolto l'infortunio e in seguito al rodaggio con l'Atalanta, Gennaro Gattuso - che aveva speso parole al miele nei suoi confronti nelle conferenze stampa precedenti - ha deciso di inserire Calhanoglu al minuto 73 del derby. Il turco è apparso subito avere una diversa condizione fisica diversa rispetto alle ultime apparizioni e i successivi minuti non hanno fatto che confermare questa prima impressione. Una prestazione di grande sacrificio dando una grossa mano in copertura in una fase di gara in cui ce n'era un estremo bisogno, ma anche tocchi deliziosi e sprazzi di classe mostrati a un San Siro che ha dimostrato di apprezzare.

IL FONDAMENTALE RUOLO DI GATTUSO - Con il consueto stile e la solita schiettezza, ci ha pensato Gennaro Gattuso a spiegare da dove origina la prestazione di Calhanoglu: "Se l'è guadagnata Hakan. Si è fatto male il primo allenamento con me. Poi per 25 giorni ha fatto il maratoneta, facendo un lavoro incredibile con grande continuità. Mi rinfacciava che lo facevo sudare troppo e che faceva fatica, ma io gli son stato vicino". Queste le parole dell'allenatore rossonero in conferenza stampa, che sembra voler ripercorrere con il turco ciò che aveva già fatto con successo in Primavera con Tiago Dias. Una strategia duplice quella di Gattuso e del proprio staff: preparare al meglio dal punto di vista atletico un giocatore che, in condizione fisica ottimale, può tornare a esprimersi sui livelli mostrati in Bundesliga e fargli sentire la vicinanza a livello di fiducia, consigli e motivazioni. Montella, infatti, aveva ribadito più volte questa fragilità emotiva da parte di Calhanoglu. Gattuso sta provando a lavorare sul corpo e sulla mente del turco per consegnare al Milan del 2018 un nuovo numero 10.