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Ci risiamo... riecco il Milan discontinuo

Solo un pareggio a Empoli per i rossoneri, rimontati due volte dagli avversari dopo altrettanti vantaggi e autori dell'ennesima prestazione con luci e ombre; la continuità di rendimento e risultati purtroppo rimane un sogno.
24.01.2016 01:31 di Davide Bin  articolo letto 10633 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
Ci risiamo... riecco il Milan discontinuo

Il Milan torna da Empoli con lo stesso 2-2 della scorsa stagione e non può certo essere soddisfatto, visto che l'obiettivo era la seconda vittoria consecutiva, con conseguente continuità di risultati e, perchè no, di prestazioni dopo il convincente successo contro la Fiorentina. Obiettivo fallito su tutta la linea e in fin dei conti hanno avuto ragione quelli che una settimana fa predicavano prudenza e pregavano di non illudersi, piuttosto che quelli che sull'onda dell'entusiasmo per una vittoria in uno scontro diretto ipotizzavano già rimonte e ritorni in corsa per un piazzamento addirittura sul podio del campionato. Non si trattava di pessimismo ma di realismo, ben sapendo che questa squadra fatica ad avere continuità e che le vittorie convincenti sono le eccezioni e non la regola. I rossoneri hanno compiuto un passo indietro sul piano del gioco, hanno commesso i soliti errori e hanno mostrato i consueti limiti tecnici e caratteriali e forse è davvero giunto il momento di rassegnarsi e accettare il fatto che il vero livello della squadra è questo e non si può certo sognare grandi traguardi, considerando già un successo un eventuale ingresso in Europa League. Una partita come questa bisogna vincerla, a maggior ragione dopo essere andati per due volte in vantaggio, perchè anche se l'avversario gioca un gran bel calcio stiamo pur sempre parlando dell'Empoli e non del Barcellona e non si può considerare positivo questo punticino, oltretutto ottenuto con qualche sofferenza di troppo dopo un avvio abbastanza promettente. Questa volta il "fattore B" (Bacca e Bonaventura autori dei due gol) non è bastato e la delusione è pari all'illusione che la vittoria contro la Fiorentina fosse la vera svolta stagionale che, invece, è ancora rinviata a data da destinarsi.

Mihajlovic cerca la continuità di rendimento attraverso la continuità di formazione che, infatti, è la stessa che ha battuto la Fiorentina una settimana fa. Sembra strano dirlo ma al Castellani va in scena una sorta di scontro diretto, visto che l'Empoli ha un solo punto in meno del Milan; merito dei toscani, che stanno facendo un campionato strepitoso, ma anche demerito dei rossoneri, che sicuramente hanno un rendimento peggiore di quello che si poteva ipotizzare a inizio stagione, anche se orgogliosamente guardano alle grandi che stanno davanti, a cominciare dalla Roma che occupa il quinto posto e non alle provinciali alle loro spalle. Comunque l'Empoli è squadra tosta e ostica, Mihajlovic lo sa e la affronta con la stessa umiltà mostrata contro la Fiorentina, cioè accettando di lasciare possesso palla e predominio territoriale agli avversari e puntando sul tipo di gioco che il Milan sa fare meglio, cioè chiudersi per poi ripartire in velocità. La scelta sembra subito azzeccata, visto che dopo soli otto minuti i rossoneri passano in vantaggio grazie al solito Bacca, che scatta sul filo del fuorigioco (in effetti un piede sembra al di là dell'ultimo difensore ma non possiamo certo considerarlo un errore del guardalinee) difende alla perfezione il pallone e non dà scampo al portiere avversario. La repentina situazione di vantaggio esalta le caratteristiche di questo Milan attendista e contropiedista e in effetti per molti minuti l'Empoli fatica a reagire, trovando tutti gli spazi ben chiusi da un Milan compatto e concentrato, ma intorno alla mezz'ora cominciano i problemi: il gol annullato a Maccarone per fuorigioco (giusto) è un campanello d'allarme che evidentemente i rossoneri non sentono squillare, visto che poco dopo il gol lo subiscono davvero e questa volta valido; la retroguardia è colpevolmente aperta davanti a Saponara che inventa un geniale assist per Zielinski che fa passare il pallone in mezzo alle gambe di Donnarumma, forse uscito un po' in ritardo. Tutto da rifare per un Milan che si rende pericoloso solo con il solito Bonaventura (tiro al volo e punizione alta) e che fatica a ripartire dopo essere stato rinunciatario e ben coperto nel periodo fra vantaggio e pareggio subìto.

Nella ripresa i rossoneri tornano in campo con Zapata al posto dell'acciaccato Alex e trovano ancora una volta il vantaggio immediato, dopo soli due minuti: un rinvio di Tonelli sbatte sulla faccia di Niang e diventa il più involontario degli assist per Bonaventura, che si trova solo davanti a Skorupski e non può sbagliare, segnando il suo quinto gol in campionato. La speranza è che questa volta il Milan riesca a proteggere meglio il prezioso vantaggio e magari a incrementarlo, cosa che potrebbe accadere se venisse concesso il rigore per un fallo di mano di Maiello su cross dello stesso Bonaventura, ma purtroppo la difesa è in vena di amnesie e su azione da calcio piazzato arriva il tiro di Pucciarelli smanacciato da Donnarumma proprio sui piedi di Maccarone che si dimostra ancora una volta spietato ex, segnando il sesto gol contro la squadra che l'ha cresciuto quando era un ragazzo delle giovanili. Ancora una volta tutto da rifare per un Milan distratto e Mihajlovic tenta la carta Balotelli al posto di Niang; Mario ci prova prima su punizione e poi all'ultimo respiro concludendo sul portiere (ma in fuorigioco dubbio) dopo un assist di Abate, troppo poco per sperare di vincere e nemmeno la disperata mossa di Mihajlovic negli ultimi minuti (Boateng al posto di Honda) sortisce effetti, anzi è l'Empoli a chiudere in crescendo e a creare più brividi rispetto ai rossoneri.

Pareggio sostanzialmente giusto e anche questo smorza gli entusiasmi di chi sognava la svolta dopo la vittoria contro la Fiorentina; il Milan attuale è questo, cioè gioca alla pari con l'Empoli che è un suo rivale diretto in classifica e bisogna guardare dal basso verso l'alto le cosiddette grandi, con il rischio concreto di ritrovarsi a fine giornata a dieci punti da quella zona Champions che improvvisamente, dopo la soddisfacente vittoria di domenica scorsa, era sembrata così vicina e facilmente raggiungibile dagli inguaribili ottimisti che ora, dopo l'ennesima delusione seguita all'illusione, si lasceranno andare nuovamente al pessimismo cosmico. Meglio mantenere un maggiore equilibrio, anche perchè all'orizzonte c'è una settimana importante, con l'insidiosa prima semifinale di Coppa Italia contro l'Alessandria (solo apparentemente partita dal risultato scontato e già scritto) e con il derby di domenica prossima, appuntamento molto sentito. Purtroppo progressi e miglioramenti faticano a vedersi, se non sporadicamente; avevamo appena finito di elogiare un Milan finalmente continuo, determinato e concentrato per novanta e più minuti contro la Fiorentina ed ecco nuovamente una squadra che si distrae, commette errori, si lascia infilare in velocità o sorprendere su un calcio piazzato, che soffre un avversario che per storia e blasone dovrebbe essere nettamente inferiore e non riesce a mostrare continuità sotto molti punti di vista. Purtroppo ci risiamo, all'illusione fa seguito la delusione, nel corso della singola partita e più in generale da una partita all'altra e senza continuità non si può andare lontano. 


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