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Il Milan non è ancora pronto, la Juve vince il Berlusconi

Rossoneri incompleti e con molti elementi ancora lontani dalla condizione ottimale; la Juventus, anch'essa in formazione rimaneggiata, ne approfitta, gioca meglio e vince in rimonta il trofeo dedicato al padre del presidente Berlusconi.
20.08.2012 01:13 di Davide Bin  articolo letto 8117 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Allegri lo aveva detto alla vigilia e il campo gli ha dato ragione: la Juventus è più forte del Milan e, probabilmente, anche della altre squadre italiane, perchè ha lo scudetto sul petto e si è rinforzata rispetto alla passata stagione, mentre Milanello sembra una stazione di una città italiana, in pieno agosto e con l'anticiclone Lucifero in arrivo, dalla quale tutti vogliono scappare: dopo le tante e dolorose partenze di inizio estate, infatti, anche Cassano sembra destinato a lasciare il Milan perchè ha chiesto espressamente di andare via e, infatti, non era a San Siro ma a Genova; intanto i rinforzi tardano ad arrivare e Allegri deve arrangiarsi con quello che può e prova a schierare una formazione dignitosa seppur rimaneggiata, visto che mancano capitan Ambrosini, El Shaarawy (inutile ormai considerare Cassano un indisponibile così come probabilmente anche Mexes) e gente come Bonera, Acerbi, Nocerino e Pato viene inizialmente dirottata in panchina. Comunque non tutto il male viene per nuocere, prima di tutto perchè un'altra dolorosa sconfitta può e deve aprire gli occhi alla dirigenza sull'esigenza di fare qualcosa in questi ultimi dieci giorni di mercato, a cominciare dalla prima punta tanto invocata da Allegri (che potrebbe essere Pazzini in un clamoroso scambio con Cassano all'Inter) e poi storicamente le sconfitte nel Berlusconi non sono poi così drammatiche, sia perchè in fondo si tratta di un'amichevole, sia, soprattutto, perchè questo trofeo ha la triste fama di portare sfortuna a chi lo vince, perchè poi raramente chi se lo aggiudica vince lo scudetto; ripensate solo alla scorsa stagione: il Milan vinse contro la Juve nel Berlusconi e poi visse una stagione tribolatissima, con tantissimi infortuni e molti episodi a sfavore che pregiudicarono la corsa scudetto a favore proprio della Juventus. Certo pensare al tricolore dopo ciò che si è visto in campo sembra davvero un'utopia e, infatti, questo è un Milan che si appresta ad iniziare la stagione senza veri e propri obiettivi, se non quello di arrivare nei primi tre posti in campionato e fare più strada possibile in Champions; niente scudetto, niente coppa "dalle grandi orecchie" fra i pensieri di dirigenza e tifosi, perchè la squadra è uscita molto ridimensionata dal mercato ed è stata un'estate tremenda per il popolo rossonero, che ora deve sperare nelle qualità di Allegri, ovvero deve confidare nel fatto che l'allenatore riesca a dare un gioco e un'anima a questa rosa, che ci mette impegno e volontà ma ha alcune lacune da colmare al più presto se si vuole fare una stagione dignitosa.

Fra i nuovi innesti c'è sicuramente Zapata, che Allegri propone allo scarso pubblico di San Siro in una coppia centrale tutta colombiana insieme a Yepes; sulle fasce ci sono Abate e Antonini, a centrocampo Montolivo playmaker con Constant e Flamini ai lati, mentre davanti non c'è un vero centravanti ma Robinho ed Emanuelson molto larghi con Boateng più centrale. Come già detto, poca gente sugli spalti, per il grande caldo, perchè Milano è vuota in questo periodo dedicato alle vacanze, perchè ormai questa sfida estiva ripetuta all'infinito anno dopo anno ha un po' stufato e anche perchè non c'è certo molto entusiasmo nella tifoseria rossonera ma, al contrario, pessimismo e preoccupazione per il futuro, anche se non ci sono contestazioni o proteste palesi. Anche la curva è semivuota e mancano gli striscioni degli ultrà, a dimostrazione che questa sfida non ha più il grande richiamo dei primi anni, in cui spesso si raggiungeva il tutto esaurito. Si tratta dell'ultima amichevole prima dell'inizio del campionato, una sorta di prova generale, ma le due squadre sono "mascherate" per volontà e per necessità e diverse da quelle che scenderanno in campo settimana prossima per le prime attesissime sfide ufficiali.

Il Milan inizia abbastanza bene, con il piglio giusto e mostrando un buon gioco là davanti, dove la palla circola con buona velocità e la mancanza di punti di riferimento mette in difficoltà la difesa avversaria; il gol del vantaggio è la logica conseguenza del buon avvio e Robinho, seppur specialista nell'ingloriosa arte del "divoratore di gol", non può certo sbagliare praticamente dalla linea di porta, mettendo in rete un pallone tirato da Flamini sul quale Storari pasticcia facendolo rimbalzare sul palo e poi finire sui piedi del brasiliano che ringrazia e sigla la rete che porta avanti i rossoneri. Se in attacco il Milan mostra buone cose, la difesa è un po' più imbarazzante e al primo affondo della Juve viene infilzata da Marchisio che anticipa Flamini e mette in rete il pallone messo al centro da De Ceglie sfuggito ad Abate. Il rapido pareggio cambia gli equilibri della partita: il Milan si affloscia, la Juve sale in cattedra, colpisce una traversa con Vucinic e raddoppia con Vidal che sfrutta un errore di Antonini nella tattica del fuorigioco, si invola indisturbato verso la porta, mette a terra Yepes in disperato recupero e batte Abbiati, mandando al riposo la Juve in vantaggio, anche se il Milan non ha demeritato, pur faticando a tirare in porta (solo una pericolosa punizione di Emanuelson fuori e qualche iniziativa di un buon Robinho). Comunque un primo tempo gradevole, nonostante il caldo, la condizione fisica ancora precaria e il fatto che si tratti solo di un'amichevole, seppur di prestigio e ben interpretata dalle due squadre.

Nella ripresa la solita girandola di sostituzioni cambia il volto delle due squadre e permette di rivedere finalmente in campo Pato a San Siro (mancava da febbraio proprio in una partita contro la Juve); purtroppo il Papero si limita a fare atto di presenza e non si vede quasi mai, non riceve palloni giocabili e non va nemmeno a cercarseli e se questo deve essere il grande rinforzo che deve far dimenticare Ibrahimovic potremmo tranquillamente cominciare a preoccuparci, ma dobbiamo anche pensare che il ragazzo è appena tornato a Milanello dopo le Olimpiadi, mancava da tantissimo tempo e deve inserirsi in una squadra cambiata moltissimo e con un gioco diverso. Forse è più preoccupante la prestazione di Boateng, molto negativa sotto tutti i punti di vista, nonostante il Boa abbia iniziato la preparazione il 9 di luglio, giorno del raduno e abbia meno scusanti rispetto a Pato; dovrebbe essere uno dei trascinatori, invece è l'uomo in meno e speriamo che in quest'ultima settimana di preparazione al campionato le cose cambino in fretta. Tornando alla partita, la Juve amplia il vantaggio sfruttando l'ennesima dormita di una difesa troppo aperta e poco ermetica, che permette al nuovo entrato Matri di colpire indisturbato di testa in piena area e battere Abbiati, dimostrando ad Allegri che fa bene a sognare di averlo come suo giocatore e non come avversario (anche se difficilmente il sogno diventerà realtà). Il Milan sembra allo sbando e rischia in quelche frangente un'imbarcata come quella contro il Real Madrid, poi nel finale reagisce, trascinato da Robinho che si conquista un rigore e lo trasforma rendendo dignitoso il passivo e la sconfitta, ma il popolo rossonero non ci sta e invita il presidente (presente in tribuna) a comprare un campione, anche se forse a questo Milan ne servirebbe più di uno.

Per fortuna si tratta ancora di calcio d'agosto e di semplici amichevoli, ma perdere non è mai bello e ormai il tempo stringe: domenica prossima si comincia a far sul serio e non sappiamo ancora bene con che squadra il Milan scenderà in campo, visto che il frenetico tabellone che segnala arrivi e partenze in quel di Milanello (in verità più partenze che arrivi...) non si è ancora spento e Allegri aspetta ancora quei rinforzi che la società gli ha promesso quando ha ceduto Ibrahimovic e Thiago Silva. Il Milan non ha fatto una pessima figura, ha mostrato buone cose, giocatori in buona forma (Robinho, Constant, Emanuelson), altri un po' indietro, altri ancora che devono completare il loro non facile inserimento in un ambiente nuovo e che non ha più punti di riferimento, visto che ha perso di colpo senatori e campioni. Allegri ha ancora molto lavoro da fare e poco tempo a disposizione, perchè il periodo delle partite in cui il risultato non conta è finito e nuovi passi falsi in avvio di stagione renderebbero ingestibile una situazione già abbastanza difficile. Ci vuole una scossa, qualcosa che riporti entusiasmo nella squadra, nei tifosi, in tutto l'ambiente, perchè perdere il Berlusconi magari porterà fortuna, ma d'ora in poi questa fortuna bisogna meritarsela a suon di gol e vittorie.

 


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