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VISTA DALLA CURVA

Segnali positivi

Il rinnovo del contratto con Thiago Silva chiude (forse) definitivamente la telenovela con il PSG e dà ai tifosi rossoneri il segnale tanto atteso: il Milan non vuole smobilitare, ma cerca di rimanere ai vertici del calcio italiano ed europeo.
03.07.2012 14:51 di Davide Bin  articolo letto 5391 volte
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Thiago Silva resta al Milan e anche su Ibrahimovic non ci sono dubbi; la chiarezza tanto invocata sembra essere arrivata e il futuro della squadra rossonera parte dalla conferma dei due "top-players" in rosa, perchè un edificio solido si comincia a costruire da fondamenta robuste e due pilastri come Thiago e Ibra sono una buona garanzia per un futuro competitivo. Ovviamente a mercato aperto fino al 31 agosto non si può stare tranquilli al 100% e per questo è meglio parlare solo di segnali positivi e non di certezze assolute, che nel calcio sono sempre davvero poche, ma il Milan ha dato un chiaro segnale per il suo immediato futuro: i problemi ci sono, il bilancio è in rosso, la situazione economica è quella che è, ma la società rossonera vuole allestire una formazione competitiva che possa ambire a vincere quello scudetto ora sulle maglie bianconere e riesca a fare un cammino importante anche in Europa, anche se non ci potranno essere quegli acquisti che avrebbero potuto e dovuto colmare il divario tuttora esistente con le squadre più forti del continente. Con Thiago Silva al centro della difesa, si può stare tranquilli e pensare che la retroguardia sia blindata nonostante l'addio di Nesta, perchè accanto al brasiliano possono essere schierati validi elementi come Mexes, Bonera, Acerbi e Yepes e toccherà al campione brasiliano far crescere i suoi partner così come è avvenuto a lui con Nesta, eccezionale esempio dal quale attingere per imparare segreti e trucchi del ruolo. Con Ibra al centro dell'attacco si può essere certi che arriveranno gol, assist e giocate in quantità e se i suoi compagni di reparto saranno in salute per tutta la stagione il Milan non dovrebbe avere problemi offensivi. A centrocampo manca forse ancora un vero erede di Van Bommel, ma ci sono tanti giocatori che possono svolgere più ruoli e Allegri potrà costruire qualcosa di importante lavorando su un buon materiale umano. Più in generale l'Europeo ci restituisce un quartetto azzurro (Abate, Cassano, Nocerino e Montolivo) con entusiasmo, esperienza e voglia di riscatto e anche questi potranno essere pilastri sui quali costruire il "nuovo" Milan, che magari non sarà molto diverso da quello della scorsa stagione, ma dovrà sopperire, soprattutto a livello di spogliatoio, all'assenza dei tanti senatori che hanno dato l'addio qualche settimana fa. Nesta, Inzaghi, Gattuso e Seedorf, ma anche Zambrotta e Van Bommel, giocatori che magari nell'ultima stagione non hanno dato un contributo importante sul campo, ma che erano colonne del gruppo, esempi per tutti e depositari di quello stile Milan nato più di un quarto di secolo fa, quando la società venne rilevata da Silivio Berlusconi e tramandato dai vari Baresi, Tassotti, Costacurta, Maldini e poi, appunto, Gattuso, Seedorf e Inzaghi. Ora tocca a capitan Ambrosini e ad Abbiati, gli unici ormai ad aver giocato nel vecchio secolo con la maglia rossonera, tramandare i valori di casa Milan e vigilare sui nuovi ed è una novità per una società che aveva sempre dato molto spazio ai suoi "senatori", confermandoli anno dopo anno fino a far loro raggiungere una militanza più che decennale. Insomma è un'estate di svolta e ora toccherà ai vari Thiago Silva, Ibrahimovic, Boateng, Cassano, cioè giocatori che sono al Milan solo da qualche stagione essere i punti di riferimento del gruppo, soprattutto in campo, visto che per motivi fisici capitan Ambrosini difficilmente riesce a giocare con continuità per molti mesi e Abbiati non è un giocatore di movimento. Anche Allegri ha più possibilità di plasmare una squadra a suo piacimento, visto che non ci sono più "senatori" ingombranti che reclamavano rispetto e considerazione per il loro glorioso passato anche quando magari non potevano garantire un presente altrettanto luminoso e questo può essere un vantaggio a livello di gestione del gruppo. Insomma, è un Milan profondamente rinnovato nell'anima anche se sostanzialmente sembra molto simile a quello della scorsa stagione, perchè pochi di quelli che se ne sono andati erano ormai titolari fissi e soprattutto nella scorsa stagione alcuni di loro (Inzaghi, Gattuso e Zambrotta tanto per fare qualche nome) hanno giocato davvero pochissimo ed è una squadra che se sarà assistita dalla salute e dalla buona sorte (cose che sono mancate nella scorsa stagione, caratterizzata dagli infortuni e da alcune sviste arbitrali) potrà davvero fare bene e stupire chi ora è scettico e non ha fiducia. L'importante è che la società prosegua su questa linea, non cedendo alle offerte per i suoi campioni e cercando di fare il possibile per integrare la rosa laddove c'è l'esigenza di farlo (un centrocampista centrale, magari un terzino), per restituire un po' di entusiasmo alla tifoseria che ha per ora disertato la campagna abbonamenti e potrebbe lasciare lo stadio ancor più vuoto che nella scorsa stagione. Intanto sono arrivati segnali positivi e, si spera, definitivi; è già un buon inizio in vista del raduno di settimana prossima, ma serve altro, da parte di società, squadra e anche tifosi, per tornare a sentirsi davvero grandi.  


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