Il Milan conquista la Champions, ma a tenere banco è il giallo Berlusconi-Allegri. Mercato: difficile la conferma del mister, attenzione a possibili arrivi da Napoli, Roma e Firenze
Il triangolo no, non l’avevo considerato. E invece, in una tiepida notte di maggio, a casa Biscardi scoppia la bomba di mercato: il rosso più famoso del giornalismo italiano legge in diretta una lettera di Berlusconi in cui annuncia un “completo riassetto dei quadri tecnici”. In sintesi, ciao ciao Allegri.
Però un attimo, fermi tutti. No, non è vero. Tutto smentito dall’ufficio stampa rossonero: “Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi comunica di non aver rilasciato, nella giornata odierna, nessun tipo di dichiarazione avente per oggetto il Milan". Più che al “Processo di Biscardi” sembra di essere su “Scherzi a parte”, ma ormai non dobbiamo stupirci più di nulla.
Dopo aver assistito alle celebrazioni juventine dei 31 scudetti sul campo, adesso a Firenze si proclamano terzi sul campo. Sembra essere questo il trend del momento nel calcio italiano. Nei prossimi giorni ci toccherà scoprire che l’Inter si proclama campione d’Italia in infermeria e il Palermo leader assoluto nella caccia all’allenatore. Continuiamo così....facciamoci del male.
Piccola divagazione a parte, io partirei da una premessa: la partita di Siena era talmente importante che avrei firmato col sangue per vincere anche con un rigore concesso al 95’, per un fallo inesistente, 10 metri fuori area. Ma da qui a leggere ed ascoltare tutte le assurdità, le considerazioni cattive ed ingenerose apparse contro il Milan nelle ultime 24 ore, su gran parte della stampa nazionale, e rimanere silenziosamente inermi, ce ne corre.
Lunedì mattina su uno dei principali quotidiani sportivi nazionali il titolo in prima pagina era: “Scandalo – Il Milan in Champions con un rigore inesistente”. Io credo che il vero scandalo siano certe vergognose campagne mediatiche “contro”. Curioso soprattutto che nessuno in casa Milan si sia preso la briga di controbattere.
La partita del Franchi è stata brutta, spigolosa, ostica, un percorso irto di ostacoli per i ragazzi di Allegri, grazie soprattutto ad un gran Siena che si è battuto come se in palio ci fosse la permanenza in serie A (a proposito, complimenti vivissimi al Pescara che ha opposto la stessa resistenza alla Fiorentina e dopo appena 28 minuti era già sotto 0-3). Ma il Milan non ha vinto grazie a favoritismi da parte di Bergonzi & Co., perché è vero che l’incontro è stato costellato di errori arbitrali, ma non solo pro-Milan. Qualcuno ha dimenticato che c’era almeno un altro rigore in occasione della traversa di Balotelli nel primo tempo (maglia vistosamente strattonata da Terlizzi), che il penalty reclamato dai bianconeri non aveva nessuna ragione di esistere perché al momento della trattenuta di Ambrosini la palla ancora non era in gioco e soprattutto che all’inizio del secondo tempo El Shaarawy è stato fermato solo davanti al portiere, per un fuorigioco inesistente. Così, tanto per puntualizzare.
Alla fine però ciò che conta è che ad agosto sarà il Milan a disputare i playoff per entrare in Champions League, pur riconoscendo alla Fiorentina (deliri di onnipotenza a parte) i meriti di aver disputato una stagione eccellente e di aver messo in mostra un calcio spettacolare e un tecnico preparatissimo.
Resta ora da capire che Milan si presenterà tra un paio di mesi ai blocchi di partenza. Le ultime giornate di questo campionato hanno denunciato una volta di più le evidentissime lacune che questa squadra si porta dietro dall’inizio di stagione. Soprattutto in mezzo al campo Galliani e Braida avranno parecchio da lavorare per regalare all’allenatore una rosa competitiva.
Già, l’allenatore. Ma chi sarà l’allenatore del Milan?
Segnali sempre più chiari indicano un Allegri in rampa di lancio per la Capitale. La probabile partenza (destinazione West Ham) di capitan Ambrosini, che l’aveva difeso a spada tratta, arrivando a dire “ci vuole coraggio per mandare via Allegri”, è uno di questi segnali.
I rossoneri in blocco, da Galliani giù giù fino all’ultima riserva della squadra, sono pronti a tutto pur di trattenere Allegri, ma c’è da sconfiggere la resistenza di Berlusconi (che vorrebbe Clarence Seedorf), e soprattutto c’è da convincere il conte Max che ha chiesto garanzie per poter lavorare serenamente, con una rosa all’altezza delle aspettative e del blasone del Milan.
Perché l’equivoco nella stagione appena conclusa è stato proprio questo: è stata messa a disposizione di Allegri una squadra da metà classifica, con la pretesa di un posto Champions. Grazie all’eccellente lavoro di tutto il gruppo, ed anche all’arrivo di Balotelli a gennaio, l’obiettivo è stato raggiunto, ma l’anno prossimo serve qualcosa di più.
Per la difesa, con Mexes sempre più leader del reparto, in coppia con uno Zapata in crescita (sicuramente riscattato dal Villareal), si punta all’acquisto di un centrale affidabile. In uscita Yepes e Bonera, arriverà il classe ‘94 Jherson Vergara, un buon innesto in prospettiva, ma Galliani cercherà di portare a Milanello uno tra Angelo Ogbonna e Davide Astori, quest’ultimo un vecchio pupillo di Allegri.
A centrocampo la dirigenza rossonera avrà da sbizzarrirsi. Con il sampdoriano Poli praticamente già preso, saranno almeno altri due i nuovi acquisti. Il primo potrebbe essere Inler dal Napoli (in uno scambio con Nocerino), il secondo Pjanic dalla Roma, il cui entourage, secondo la stampa francese, sarebbe già stato avvicinato da esponenti di via Turati. Altro nome caldo è quello di Kondogbia, classe ‘93 del Siviglia, già nazionale under 20 francese e appetito dai club di mezza Europa. Il suo agente è Damiani, artefice di numerose trattative andate in porto con il Milan (le più recenti Niang e Traorè). Si allontana invece il genoano Kucka, sempre più vicino al Liverpool.
Ma occhio anche alla pista Fiorentina. In ballo ci sono Adem Ljajić, in scadenza 2014 e Alessio Cerci, in comproprietà tra i viola e il Torino, entrambi molto graditi alla dirigenza rossonera. Dopo i cinque minuti finali del campionato appena concluso, potrebbe profilarsi un’ulteriore beffa per i tifosi gigliati, ma si sa….così va il mondo.
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